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Rabbia assoluta, la furia di Gattuso contro i tifosi dopo la partita

Le accuse di Gattuso: “Una vergogna, andate a lavorare non è accettabile”

Al centro della polemica vi sono i cori che invitavano i giocatori azzurri ad “andare a lavorare“, espressione giudicata da Gattuso come “una vergogna” e segno di scarsa considerazione per la professionalità dei calciatori. In conferenza, il CT non ha usato mezzi termini nel condannare la vicenda: “Ho sentito quello che hanno detto i tifosi, è una vergogna che ci dicano ‘andate a lavorare'”, ha dichiarato con tono deciso. Secondo Gattuso, simili parole rappresentano un’offesa non solo agli atleti, ma anche allo staff che lavora ogni giorno per preparare al meglio la squadra e garantire risultati all’altezza delle aspettative.

Il commissario tecnico ha ribadito come il calcio, al di là della passione che suscita, sia innanzitutto un mestiere che richiede disciplina, dedizione e spirito di sacrificio. Le prestazioni della Nazionale, ha sottolineato, sono il frutto di un percorso di preparazione intenso e di un confronto continuo con le migliori realtà internazionali. La delusione di una parte della tifoseria, pur legittima, non può giustificare attacchi personali né mettere in dubbio la professionalità di chi scende in campo per rappresentare l’Italia.

Le parole sulla vittoria dell’Italia

Al di là della polemica, Gattuso ha voluto rimarcare il valore della vittoria ottenuta contro la Moldavia. La squadra, ha spiegato, ha dimostrato solidità e determinazione, riuscendo a imporsi senza concedere occasioni agli avversari. “Io ho visto un’Italia che ha giocato, loro non hanno mai tirato in porta“, ha affermato il CT, respingendo ogni critica relativa all’atteggiamento o all’impegno dei suoi ragazzi. La prestazione, secondo il tecnico, è stata all’altezza delle aspettative e ha permesso di conquistare tre punti preziosi per il cammino nelle qualificazioni.

La difesa degli sforzi compiuti dal gruppo è stata accompagnata da un invito a non sottovalutare la difficoltà delle competizioni moderne. Gattuso ha richiamato l’attenzione sulla necessità di valutare la squadra in base al contesto attuale, evitando paragoni anacronistici con epoche passate che, per condizioni e avversari, erano profondamente diverse dall’attuale scenario internazionale.

Il confronto con il passato e le nuove sfide della Nazionale

Nel corso del suo intervento, Gattuso ha fatto riferimento alle aspettative che spesso gravano sulla Nazionale, sottolineando come sia difficile soddisfare chi resta ancorato ai ricordi di una squadra capace di risultati eclatanti. Con la frase “se siete rimasti all’11-1 della Norvegia è un problema vostro”, il tecnico ha voluto evidenziare quanto sia cambiato il panorama calcistico internazionale e quanto le vittorie nette siano oggi sempre più rare. Il calcio contemporaneo, infatti, si caratterizza per un equilibrio crescente tra le squadre e per una competitività che rende ogni successo meno scontato di quanto accadesse in passato.

Il CT ha poi invitato a guardare con obiettività ai progressi compiuti dalla squadra, sottolineando l’importanza della crescita collettiva e del lavoro svolto per migliorare sotto ogni aspetto. La Nazionale, secondo Gattuso, sta attraversando una fase di trasformazione in cui il sostegno di pubblico e critica può risultare determinante per consolidare quanto di buono fatto finora e affrontare le prossime sfide con maggiore fiducia.

Una parte del discorso è stata dedicata anche all’analisi delle difficoltà legate al nuovo sistema di qualificazione ai principali tornei internazionali, come i Mondiali. Il CT ha ricordato che negli anni il numero di squadre partecipanti e le modalità di accesso sono cambiati in modo sostanziale, aumentando la pressione sulle Nazionali europee e riducendo le certezze del passato. “Nel ’94 c’erano due africane, ora otto. Ai miei tempi le migliori seconde europee andavano direttamente al Mondiale…” ha spiegato Gattuso, offrendo una panoramica delle nuove complessità che caratterizzano il percorso verso la qualificazione.

Questi cambiamenti, ha aggiunto il tecnico, impongono un approccio sempre più attento e una valutazione puntuale di ogni singolo risultato. Ogni partita, ogni punto conquistato può essere determinante nel nuovo assetto delle competizioni, rendendo il lavoro di giocatori e allenatori ancora più delicato e centrale nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La responsabilità del tifo e il futuro della Nazionale

L’intervento di Gattuso si inserisce in un momento cruciale per la Nazionale italiana, impegnata nella rincorsa alla qualificazione per i prossimi grandi eventi internazionali. Il tecnico ha ribadito la necessità di un clima sereno e costruttivo intorno alla squadra, in cui critica e sostegno possano convivere senza sfociare nella denigrazione personale. La responsabilità dei tifosi, secondo Gattuso, è quella di accompagnare la crescita del gruppo e di contribuire, con il proprio entusiasmo, a creare le condizioni ideali per il successo.

La vicenda di Chișinău rappresenta un monito per tutto il movimento calcistico nazionale e invita a riflettere sul modo in cui si sostiene la squadra, sulle aspettative che si ripongono nei confronti degli atleti e sulla capacità di riconoscere il valore del lavoro svolto, a prescindere dai risultati immediati. Solo attraverso un clima di rispetto e fiducia reciproca sarà possibile affrontare le prossime sfide con spirito positivo e determinazione, puntando a riportare la Nazionale italiana ai vertici del calcio internazionale.

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