Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Ragazza muore di peste e ora l’incubo più grande: “Non è la sola infetta”

Oms e Stati Uniti chiedono trasparenza alla Russia

Il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio ha chiesto a Mosca la massima apertura sull’accaduto. La richiesta arriva mentre le autorità internazionali cercano di comprendere la portata effettiva dell’episodio e di verificare le informazioni circolate su ulteriori infezioni.

Il virologo Roberto Burioni è intervenuto sulla vicenda, richiamando l’attenzione sul contesto nel quale si sarebbe verificato l’incidente: «Un caso di peste non è in alcun modo preoccupante. Può diventarlo se accade nel laboratorio di un Paese che dal 1920 raccoglie i ceppi di Y. pestis più pericolosi dall’ambiente, che negli anni ’70 li ha modificati geneticamente per renderli più virulenti e resistenti agli antibiotici e che nel 1986 ha negato per 18 giorni la catastrofe di Chernobyl».

La replica di Rospotrebnadzor e l’allerta a Mosca

La risposta russa è stata affidata a Rospotrebnadzor, che ha citato episodi registrati negli Stati Uniti, incluso quello avvenuto «a giugno, nella contea di Santa Fe, in New Mexico». La replica ha criticato la gestione americana dei casi segnalati sul proprio territorio.

Nel frattempo l’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ha diffuso un’allerta di livello 4, invitando i cittadini americani a lasciare il Paese. Il presidente Donald Trump ha inoltre annunciato l’intenzione di parlare telefonicamente con Vladimir Putin per un aggiornamento sulla situazione.

Peste polmonare: tempi di incubazione e cure

Tra gli elementi esaminati vi sono le caratteristiche della peste polmonare. Il microbiologo Francesco Broccolo, dell’Università del Salento, ha spiegato: «L’incubazione della peste polmonare è di 1-4 giorni e la malattia, non trattata, uccide in 2-4 giorni dall’esordio. Non ci sono molte polmoniti che si comportano così in una ventottenne sana».

Broccolo ha anche evidenziato i limiti del vaccino storico EV76, che offrirebbe «protezione scarsa o nulla contro la sfida aerosolica». Sullo sviluppo di una protezione mirata ha aggiunto: «A oggi non esiste al mondo un vaccino efficace contro la peste polmonare; i candidati sono ancora in fase di sviluppo clinico».

Il nodo del possibile secondo contagio

La vicenda è stata discussa anche da esperti e osservatori sui social e sulle colonne del quotidiano The Sun. Il biologo Kevin Esvelt ha osservato che «La quarantena imposta in cinque ospedali russi, il coinvolgimento dell’Fsb e il ricorso a squadre specializzate in materiali pericolosi sono incompatibili con un’infezione contratta in laboratorio».

Si tratta di valutazioni che alimentano interrogativi, ma non costituiscono una conferma della natura dell’evento. Al centro delle indagini resta il chiarimento sulle circostanze della morte della tecnica e sull’eventuale presenza di un secondo caso di peste in Siberia.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure