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“Re Carlo è morto”, la radio sbaglia annuncio e lo speaker scappa: storia di un disastro

Il panico in studio dopo l’errore in diretta

Secondo la ricostruzione esaminata dall’Ofcom, il conduttore avrebbe interrotto la riproduzione dei messaggi appena compresa la portata di quanto era accaduto. In preda al panico, avrebbe poi lasciato gli studi, mentre la programmazione non veniva ancora ripristinata.

Il titolare della licenza stava seguendo la trasmissione e un tecnico avrebbe individuato l’anomalia. Nonostante questo, il coordinamento necessario per fermare definitivamente l’equivoco e informare il pubblico ha richiesto ulteriore tempo.

La gestione dell’episodio sarebbe stata complicata anche dal lavoro da remoto del presentatore, collegato in streaming. Per l’emittente, tale circostanza avrebbe rallentato le comunicazioni interne e l’intervento necessario a fornire una correzione immediata e comprensibile.

Indagine Ofcom: le violazioni contestate a Radio Caroline

Dopo aver ricevuto due segnalazioni da parte degli ascoltatori, l’Ofcom ha aperto un procedimento sull’accaduto. L’autorità ha concluso che Radio Caroline ha violato le disposizioni relative all’accuratezza e all’imparzialità delle notizie, oltre alle regole sulla tempestiva rettifica degli errori rilevanti.

Per l’autorità, il caso non poteva essere considerato una svista di lieve entità. La falsa comunicazione riguardava infatti il capo dello Stato del Regno Unito, una questione di evidente interesse pubblico che avrebbe richiesto un chiarimento rapido, esplicito e senza margini di ambiguità.

Al centro degli accertamenti è rimasto soprattutto il ritardo della smentita. Secondo l’Ofcom, i circa trenta minuti trascorsi prima della correzione hanno rappresentato un intervallo eccessivo, durante il quale parte del pubblico avrebbe potuto continuare a ritenere vera la morte di Re Carlo III.

I file riservati aperti per errore e le nuove procedure

La causa iniziale dell’incidente sarebbe riconducibile a un componente dello staff. Come altre emittenti britanniche, Radio Caroline disponeva di materiali riservati, pronti per essere utilizzati solo nel caso della morte del sovrano e accompagnati da istruzioni rigorose per il personale.

Secondo la versione fornita dalla radio, il dipendente avrebbe aperto quei file per curiosità, attivandoli accidentalmente durante la diretta. Da quel gesto si sarebbe sviluppata una catena di errori: il falso annuncio, l’inno nazionale e il lungo silenzio che ha creato disorientamento tra gli ascoltatori.

Radio Caroline ha riferito di aver richiamato formalmente il membro dello staff coinvolto, che si sarebbe successivamente scusato. L’emittente ha inoltre eliminato i file sensibili dai desktop dei computer presenti in studio e ha aggiornato le procedure interne, nel tentativo di evitare che materiali previsti per un’emergenza nazionale possano essere nuovamente trasmessi per errore.

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