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Referendum, gaffe per Giuseppe Conte: accade l’impensabile al seggio

Giornata intensa ai seggi per il referendum sulla giustizia, tra affluenza significativa e attenzione mediatica sui principali protagonisti politici. Proprio durante le operazioni di voto, però, un piccolo imprevisto ha attirato l’attenzione, trasformandosi rapidamente in un caso virale sui social. Un episodio banale nei fatti, ma capace di generare reazioni e commenti in tempo reale.

La gaffe di Giuseppe Conte al seggio di via Giulia

Protagonista dell’episodio è Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che si è recato a votare nel seggio di via Giulia, nel centro di Roma.

Dopo aver salutato gli scrutatori e avviato le procedure, Conte si è reso conto di aver dimenticato la tessera elettorale nella giacca, rimasta fuori dall’area di voto. Un dettaglio indispensabile per poter votare, che lo ha costretto a uscire temporaneamente dal seggio per recuperarla e poi rientrare.

Un imprevisto semplice ma significativo, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di presenti e cronisti.

L’appello al voto non cambia

Nonostante la piccola disavventura, Conte ha ribadito con decisione il suo invito alla partecipazione. Il leader pentastellato ha sottolineato l’importanza del voto come diritto fondamentale, invitando i cittadini a non rinunciare a esprimere la propria scelta.

«Rivolgo un appello a votare sempre. Ogni occasione per esercitare un diritto democratico va colta: i cittadini non devono mai delegare ad altri», ha dichiarato, mantenendo una linea coerente con la posizione espressa durante tutta la campagna referendaria.

La battuta dopo il voto: protagonista anche il cane Oscar

Terminata la votazione, Conte ha scelto di sdrammatizzare con una battuta che ha rapidamente fatto il giro dei social. «Sono stato veloce? Sì, avevo le idee chiare», ha commentato con i giornalisti presenti.

Accanto a lui, anche il suo cane Oscar, tenuto al guinzaglio, ha attirato l’attenzione dei presenti. L’ex premier ha scherzato mostrando l’animale: «Lui non vota perché non è andato a scuola: non si è informato, quindi non può votare».

Un momento leggero che ha contribuito ad alleggerire il clima della giornata, segnata da tensioni politiche e grande attenzione mediatica.

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