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Referendum giustizia, Meloni senza mezzi termini: cosa succede se vince il no. Durissima

Campagna per il Sì al referendum giustizia: mobilitazione e volti noti

La fase finale della campagna per il referendum sulla giustizia registra anche l’intervento di figure pubbliche a sostegno del . Tra i nomi citati nelle ultime ore figura Pier Silvio Berlusconi, che ha definito il voto «fondamentale per il futuro del Paese», collegandolo a una scelta che, nelle sue parole, riguarda principi di civiltà e modernità.

Meloni ha anche richiamato un aspetto procedurale indicato come decisivo: l’assenza del quorum. La presidente del Consiglio ha sottolineato che il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza, con l’effetto di rendere determinante la partecipazione di chi intende esprimersi. Da qui l’appello a recarsi alle urne.

“Un’occasione che può non tornare”: le parole della premier sulla riforma

Nel messaggio rilanciato in più occasioni, Meloni ha descritto la riforma come un passaggio utile a rendere la giustizia «più meritocratica, più responsabile ed efficiente». In questo quadro, ha parlato di un’opportunità che potrebbe non ripresentarsi nel breve periodo, invitando gli elettori a valutare l’impatto delle misure previste.

La linea conclusiva ribadita dalla presidente del Consiglio è l’invito alla partecipazione e al voto favorevole: l’indicazione è di scegliere il per sostenere la riforma e contribuire, secondo la sintesi espressa nelle dichiarazioni, a un sistema giudiziario considerato più moderno ed equo.

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