Coalizioni, il campo progressista supera il centrodestra
Nello scenario considerato, l’affluenza alle urne sarebbe pari al 65%. Si tratta di una stima superiore di un punto rispetto all’affluenza registrata alle elezioni politiche del 2022. Su questa base, il campo progressista, comprendendo anche Italia Viva, arriverebbe al 43,8%.
Il centrodestra formato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati raggiungerebbe invece il 42,5%. La distanza tra i due schieramenti sarebbe dunque di 1,3 punti percentuali, un margine contenuto ma sufficiente a collocare il blocco progressista davanti nella fotografia proposta dal sondaggio.
Resta decisiva la scelta metodologica di escludere Futuro Nazionale dal perimetro del centrodestra. Il 6,7% attribuito alla formazione di Vannacci non viene infatti utilizzato nel calcolo del 42,5%. Per questo motivo, il vantaggio del campo progressista deve essere interpretato esclusivamente alla luce della composizione delle coalizioni indicata nella rilevazione.
Non si tratta, quindi, di una previsione definitiva su future alleanze né dell’esito di un’elezione. Le simulazioni sulle coalizioni dipendono dalle liste incluse, dalla distribuzione dei consensi e dall’eventuale collocazione delle forze politiche che, in questo caso, restano autonome rispetto ai due blocchi principali.

La proiezione dei seggi alla Camera
Il sondaggio contiene anche una simulazione relativa alla Camera dei deputati, costruita applicando lo Stabilicum. Anche questo passaggio va considerato come un esercizio tecnico basato sulle intenzioni di voto rilevate, non come la composizione effettiva di un Parlamento eletto.
In base allo scenario elaborato da Emg, il centrosinistra otterrebbe 220 seggi. La ripartizione indicata assegna 110 deputati al Pd, 62 al Movimento 5 Stelle, 32 ad Alleanza Verdi e Sinistra, 13 a Italia Viva e 3 a +Europa. Il risultato deriva dall’applicazione del modello adottato nell’indagine alle percentuali delle forze comprese nella coalizione.
La maggioranza di governo, considerata senza Futuro Nazionale, si fermerebbe a 148 seggi. Fratelli d’Italia ne riceverebbe 87, Forza Italia 28, la Lega 27 e Noi Moderati 6. Separatamente, la simulazione attribuisce a Futuro Nazionale 24 seggi, confermando la collocazione distinta della lista nel quadro esaminato.
Le proiezioni sui seggi dipendono non soltanto dalle percentuali di voto, ma anche dal sistema elettorale preso a riferimento e dalla configurazione delle alleanze. Di conseguenza, variazioni nei consensi o nelle coalizioni potrebbero modificare in modo rilevante la distribuzione finale ipotizzata.
Fiducia nel governo Meloni al 35%
La rilevazione Emg misura infine la fiducia nel governo Meloni. La quota di intervistati che dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nell’esecutivo sale di un punto rispetto al precedente sondaggio e raggiunge il 35%.
Nel dettaglio, il 6% degli intervistati afferma di avere molta fiducia nel governo, mentre il 29% dichiara di averne abbastanza. Sul fronte opposto, il 24% esprime poca fiducia e il 41% sostiene di non avere affatto fiducia nell’esecutivo.
Le valutazioni negative, sommate, arrivano pertanto al 65%, contro il 35% delle risposte positive. Il sondaggio restituisce così un quadro articolato: Fratelli d’Italia guida la classifica dei partiti, mentre nella simulazione delle coalizioni il campo progressista precede di misura il centrodestra senza Futuro Nazionale. Come per ogni indagine sulle intenzioni di voto, si tratta di dati riferiti a un momento specifico e non di risultati elettorali.
