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Arrestato il figlio di Umberto Bossi: accuse terrificanti

Reddito di cittadinanza: la condanna definitiva a due anni e sei mesi

Tra le condanne confluite nel provvedimento figura quella legata al reddito di cittadinanza. La pena di due anni e sei mesi è diventata definitiva nello scorso mese di giugno, dopo che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla difesa.

Secondo l’accusa, Bossi avrebbe ottenuto in modo indebito circa 12mila euro attraverso un’attestazione non corretta relativa al pagamento dell’affitto di un immobile. L’appartamento, secondo la ricostruzione, era già stato oggetto di sfratto per morosità.

La vicenda del sussidio pubblico rappresenta uno dei procedimenti più recenti inclusi nel calcolo della pena. L’arresto eseguito a Busto Arsizio, tuttavia, non riguarda soltanto questo episodio, ma l’insieme delle condanne indicate nell’atto della procura.

Fuori dal calcolo la condanna per maltrattamenti alla madre

Non è invece compresa nei 5 anni e 9 mesi la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre. Si tratta di un procedimento separato, che non rientra dunque nel cumulo di pene alla base dell’attuale esecuzione.

In primo grado, il Tribunale di Varese si era pronunciato nel giugno 2025 per fatti risalenti al 2016. Nel giugno 2026 la Corte d’Appello di Milano ha confermato la decisione, mentre la difesa aveva annunciato la volontà di ricorrere nuovamente in Cassazione.

Riccardo Bossi nel carcere di Busto Arsizio

L’arresto di mercoledì riguarda esclusivamente le altre sentenze diventate esecutive e confluite nel provvedimento di cumulo. La condanna per maltrattamenti, quindi, resta distinta dal conteggio che ha portato alla pena complessiva di cinque anni e nove mesi.

Al termine delle procedure eseguite dai carabinieri, Riccardo Bossi è stato accompagnato nella casa circondariale di Busto Arsizio. È lì che si trova detenuto per scontare la pena stabilita dal provvedimento della procura.

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