Il biglietto e la maggiorazione legata a Milano-Cortina
Secondo quanto riferito dai genitori, l’autista della linea 30, sulla tratta da San Vito a Vodo, avrebbe fatto scendere il bambino perché in possesso del vecchio carnet da 2,50 euro, utilizzato abitualmente da Riccardo per andare a scuola.
In vista dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, sarebbe stata introdotta una maggiorazione del biglietto fino a 10 euro. Un nuovo titolo di viaggio che l’11enne non aveva con sé e che non era in grado di pagare sul momento. Questo sarebbe stato il motivo alla base della decisione di farlo scendere dal mezzo.

La posizione di DolomitiBus e la sospensione dell’autista
L’azienda DolomitiBus ha diffuso una nota ufficiale in cui ha espresso «sollievo» per il fatto che il bambino stesse bene. La società ha precisato che la corsa in questione «è stata regolarmente esercitata dall’azienda La Linea Spa», alla quale DolomitiBus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione chiedendo chiarimenti.
La stessa azienda ha comunicato di aver attivato un’apposita commissione di indagine interna e di aver sospeso il dipendente coinvolto in attesa degli accertamenti.
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“Su quell’autobus non ci salgo più”: lo sfogo del bambino
Riccardo ha raccontato alla madre di aver provato paura e dolore durante il lungo tragitto a piedi. «Su quell’autobus non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato», avrebbe detto, secondo quanto riportato da Repubblica.
Le parole del bambino rappresentano uno degli aspetti più delicati della vicenda, che ora è al vaglio della magistratura. L’indagine aperta dalla procura di Belluno dovrà chiarire eventuali responsabilità penali e verificare se vi siano state violazioni delle norme a tutela dei minori nel trasporto pubblico.