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Riccardo morto a Crans-Montana, autopsia shock: “Ha tentato di salvarsi cosa gli hanno fatto”

L’inchiesta della Procura di Roma e il coordinamento con la Svizzera

Parallelamente alle attività medico-legali, procede il lavoro della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo d’indagine sulla tragedia di Crans-Montana. Il procuratore Francesco Lo Voi, insieme al pubblico ministero titolare del caso, ha ipotizzato i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, incendio colposo e disastro colposo, tutti riconducibili a una presunta violazione delle norme antinfortunistiche e delle misure di sicurezza previste per i locali aperti al pubblico. Gli inquirenti italiani sono in attesa non soltanto del referto finale sull’autopsia di Riccardo Minghetti, ma anche degli esiti delle perizie effettuate sui corpi delle altre cinque vittime italiane. Questi accertamenti sono in corso presso gli istituti di medicina legale di Milano, Bologna e Genova, individuati come sedi competenti in base ai luoghi di residenza delle famiglie coinvolte.

Il coordinamento tra le autorità giudiziarie italiane e quelle svizzere è essenziale per chiarire il quadro complessivo. Da un lato, la magistratura elvetica sta procedendo per i fatti avvenuti sul proprio territorio, dall’altro la Procura di Roma intende accertare profili di responsabilità che possano riguardare cittadini italiani o soggetti giuridici collegati alla gestione dell’evento e del locale. Attraverso rogatorie internazionali e scambi formali di documentazione, si punta a ottenere tutte le informazioni utili: dai contratti di lavoro del personale di sala e sicurezza, alle certificazioni antincendio del locale, fino alle autorizzazioni rilasciate per l’organizzazione della serata di Capodanno.

Scala interna del locale di Crans-Montana coinvolto nell’incendio

Le condizioni del locale e la questione delle uscite di sicurezza

Uno dei punti centrali delle indagini riguarda la sicurezza del locale Le Constellation al momento dell’incendio. Secondo quanto emerso da alcune testimonianze già raccolte, il pubblico presente avrebbe potuto contare su un’unica via di uscita effettivamente accessibile, mentre altri varchi sarebbero risultati chiusi o non immediatamente individuabili nella concitazione. Gli inquirenti intendono verificare se le uscite di emergenza fossero in numero adeguato rispetto alla capienza autorizzata del locale e se fossero correttamente segnalate, illuminate e libere da ostacoli, come previsto dalle normative antincendio. In particolare, viene valutato se vi sia stata una sovraccapienza rispetto al numero massimo di persone che la struttura poteva ospitare in condizioni di sicurezza.

Per ricostruire questi aspetti, sono stati acquisiti i piani di evacuazione, i certificati tecnici relativi agli impianti e alle vie di fuga, oltre alle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza eventualmente presenti all’interno e all’esterno del locale. Tali documenti sono ritenuti fondamentali per stabilire in che modo si sia sviluppata la fuga, dove si siano formati i principali ingorghi e in quali circostanze alcune persone, tra cui Riccardo, siano finite a terra venendo poi travolte dalla folla. Ulteriori verifiche riguardano la presenza e il funzionamento degli estintori, dei sistemi di allarme antincendio e dell’eventuale impianto di spegnimento automatico, nonché la formazione del personale sugli interventi di emergenza e gestione delle evacuazioni.

Le vittime italiane e il percorso degli accertamenti

La morte di Riccardo Minghetti si inserisce nel tragico bilancio della strage di Capodanno a Crans-Montana, in cui hanno perso la vita complessivamente più persone, tra cui sei cittadini italiani. Per ciascuna di queste vittime sono stati attivati specifici procedimenti peritali nelle città di riferimento delle famiglie, con il supporto dei reparti di medicina legale. Gli accertamenti svolti a Milano, Bologna e Genova seguono un protocollo simile a quello adottato a Roma: autopsie complete, esami tossicologici, indagini istologiche e valutazioni sui traumi riportati. L’obiettivo è individuare eventuali elementi ricorrenti che possano indicare un medesimo meccanismo lesivo, oppure differenze significative che richiedano approfondimenti specifici caso per caso.

I risultati di queste analisi confluiranno in un quadro unitario a disposizione della Procura di Roma, che li utilizzerà per definire se le vittime siano decedute principalmente per intossicazione da fumi, per ustioni, per asfissia da schiacciamento o per una combinazione di più fattori. Tali dati saranno decisivi per valutare il nesso di causalità tra eventuali omissioni nelle misure di sicurezza e l’esito letale dell’evento. Le famiglie coinvolte, assistite da avvocati e consulenti di parte, potranno a loro volta nominare esperti per partecipare alle operazioni peritali e formulare eventuali osservazioni tecniche, in un quadro procedurale che punta a garantire il contraddittorio e la massima trasparenza.

Le prossime tappe delle indagini e il ruolo degli accertamenti tecnici

Nei prossimi mesi, il lavoro degli inquirenti sarà concentrato sull’analisi congiunta di tutti gli accertamenti tecnici e documentali. Una volta acquisiti i referti completi delle autopsie, le relazioni dei vigili del fuoco elvetici, le testimonianze dei presenti e la documentazione amministrativa relativa al locale, la Procura di Roma valuterà se procedere con eventuali iscrizioni nel registro degli indagati e con ulteriori atti di indagine.

Particolare rilievo assumerà la ricostruzione cronologica degli eventi: l’ora esatta in cui è iniziato l’incendio, i tempi di reazione del personale, l’attivazione o meno dei sistemi di allarme, i minuti necessari all’arrivo dei soccorsi e le modalità di evacuazione effettivamente messe in atto. Tutti questi elementi concorreranno a definire se vi siano state condotte negligenti o se l’evento abbia avuto caratteristiche tali da renderlo imprevedibile e non evitabile con le normali cautele. Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sul sostegno alle famiglie delle vittime e sulla necessità di chiarire ogni aspetto della vicenda. La definizione delle responsabilità penali e civili, infatti, passerà inevitabilmente dalla solidità degli elementi probatori raccolti in questa fase, nella quale l’autopsia di Riccardo Minghetti e quelle delle altre vittime italiane rappresentano uno snodo cruciale. Solo al termine di questo percorso sarà possibile delineare un quadro compiuto delle cause e delle circostanze che hanno portato alla morte del giovane romano e degli altri partecipanti alla serata di Capodanno a Crans-Montana, fornendo risposte dettagliate agli interrogativi ancora aperti.

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