
Si chiude con un esito sfavorevole per la Juventus la vicenda disciplinare che ha riguardato Pierre Kalulu. La Corte sportiva d’appello nazionale ha esaminato il reclamo presentato dal club e ha deciso di respingerlo, lasciando invariata la decisione del giudice sportivo: per il difensore è confermato un turno di squalifica. La conseguenza immediata è l’assenza del giocatore nel prossimo impegno di campionato, in un momento della stagione in cui la gestione delle disponibilità pesa in modo significativo sulla pianificazione tecnica.
Il ricorso era stato impostato come un’istanza urgente, con l’obiettivo di ottenere l’annullamento dello stop e consentire al calciatore di essere arruolabile già per la gara contro il Como, prevista nel fine settimana. La società aveva puntato sulla lettura dell’episodio contestato e sulla possibilità di dimostrare, tramite immagini, una diversa interpretazione dell’azione che ha portato al provvedimento disciplinare.
La decisione di secondo grado, tuttavia, ha confermato la validità del percorso sanzionatorio già definito nel post-partita. In termini procedurali, ciò significa che resta centrale il referto arbitrale e non vengono ritenuti sufficienti gli elementi portati dal club per ribaltare quanto stabilito in campo. La posizione ufficiale della Figc si è dunque tradotta in una conferma integrale della sanzione.
Per l’allenatore, l’assenza di Kalulu implica la necessità di riorganizzare le scelte difensive, anche alla luce di un calendario che non consente ampi margini di gestione. Il caso nasce da una partita già caratterizzata da alta intensità e successive discussioni, e l’esito del ricorso definisce in modo definitivo la disponibilità del giocatore per il prossimo turno. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)