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“Rimonta shock”. Sondaggi, tutto cambiato in una settimana: cosa succede ai partiti

Opposizioni: frenata del campo largo

Sul fronte opposto, il campo largo mostra un arretramento dopo i picchi registrati nei giorni immediatamente successivi al referendum. Il Partito Democratico scende al 22% (meno due decimi), restando comunque la seconda forza politica nel Paese secondo la rilevazione.

Anche il Movimento 5 Stelle registra un calo, attestandosi al 12,1%. Nel complesso, il trend indica un’erosione leggera ma continuativa, che coinvolge più soggetti dell’area progressista e contribuisce a ridurre la spinta accumulata nella fase post-consultazione.

La flessione più marcata riguarda l’Alleanza Verdi-Sinistra, che scende al 6,2% (meno tre decimi). Nel quadro delle opposizioni compaiono poi Italia Viva al 2,4% e +Europa all’1,8%, mentre Azione si colloca al 3%.

La somma complessiva delle forze di opposizione considerate arriva al 44,5%. Ne deriva un distacco di circa un punto e mezzo rispetto all’area di governo, margine contenuto ma sufficiente a riportare il centrodestra davanti nella lettura aggregata dei sondaggi.

Fiducia nel governo e leadership Meloni

Accanto alle intenzioni di voto, il sondaggio rileva che il 52,2% degli intervistati non ripone fiducia in Giorgia Meloni, con un ulteriore 8,6% che ne ha poca. La fiducia solida è al 26,7%, più il 12% di giudizi abbastanza positivi, mantenendo il gradimento complessivo sotto il 40%.

Un confronto ipotetico con Marina Berlusconi vede Meloni in vantaggio con il 35,8% contro il 4,5% di Berlusconi, mentre il 53,7% non sceglie nessuna delle due opzioni.

Elezioni anticipate e stabilità istituzionale

Nonostante i giudizi critici verso il governo, il 64,8% degli intervistati si dichiara contrario alle elezioni anticipate, preferendo la prosecuzione del mandato fino alla scadenza naturale. Solo il 30,4% è favorevole a tornare rapidamente alle urne, segnalando che le tensioni politiche non si traducono automaticamente in una richiesta di voto anticipato.

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Numeri che confermano un confronto aperto

Nel complesso, i dati di Termometro Politico indicano un ritorno a dinamiche più “fisiologiche” dopo il referendum: piccoli spostamenti percentuali, ma capaci di rimettere in discussione il vantaggio tra blocchi.

Il centrodestra torna davanti nella somma delle liste, mentre il campo largo arretra di alcuni decimali. Partiti medi e forze esterne alle coalizioni tradizionali possono influire in scenari ravvicinati, confermando una partita politica ancora apertissima.

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