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“Ritiriamo tutto”: il governo fa dietrofront, decisione clamorosa

Giuseppe Conte durante un intervento

Le reazioni politiche al tetto al contante

Non sorprende che l’emendamento abbia incontrato resistenze, soprattutto tra le opposizioni. Come riporta Fanpage, le critiche si sono concentrate sul rischio di favorire pratiche difficili da controllare e sull’opportunità di intervenire proprio su questo fronte in una fase economica complessa. Il tema del contante, in Italia, resta strettamente legato al contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero.

A intervenire con toni netti è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha commentato la marcia indietro della maggioranza. “Avevamo sollevato l’allarme e ora fanno marcia indietro: è di poco fa la notizia – rilanciata dalle agenzie di stampa – che Fratelli d’Italia ha ritirato la proposta di innalzare in Manovra il tetto del contante a 10mila euro”, ha scritto sui social. Una dichiarazione che ha contribuito a consolidare l’idea di una proposta politicamente fragile, destinata a creare più problemi che consensi.

Cosa prevedeva il tetto al contante e perché è stato ritirato

Come riportato nell’articolo di Fanpage, l’emendamento prevedeva di innalzare dagli attuali 5mila euro a 10mila euro la soglia massima per i pagamenti in contanti, introducendo però un’imposta speciale di 500 euro per le transazioni comprese tra 5.001 e 10.000 euro. Dal primo gennaio 2026, questa tassa avrebbe accompagnato ogni pagamento cash oltre il limite oggi consentito.

Di fatto, una modifica che avrebbe ampliato l’uso del contante, mantenendo però l’obbligo di ricorrere a strumenti tracciabili oltre la nuova soglia. Oggi, infatti, la normativa consente pagamenti in contanti solo fino a 5.000 euro; superata questa cifra, diventano obbligatori mezzi come bonifici o carte.

Alla fine, però, Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare l’emendamento. Una scelta maturata nel contesto dei continui aggiustamenti alla Manovra e dei numerosi rinvii che stanno rallentando l’iter parlamentare. Il risultato è che le regole restano invariate: il limite per i pagamenti in contanti rimane fissato a 5mila euro. Come ha sottolineato ancora Conte, “Non è l’emergenza degli italiani girare con 10mila euro in contanti in tasca mentre dovremmo lottare contro evasione, mazzette e corruzione”.

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