
Le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull’operazione Epic Fury aprono un nuovo fronte di tensione politica in Italia. In un’intervista a Fox News, Rutte ha sostenuto che circa 500 caccia statunitensi avrebbero fatto ricorso a basi italiane nel quadro dell’offensiva militare contro l’Iran, in un passaggio che ha immediatamente riacceso polemiche e richieste di chiarimenti.
Il punto centrale, per il dibattito interno, riguarda l’effettiva portata del supporto logistico e operativo fornito dall’Italia e le modalità con cui tale supporto sarebbe stato autorizzato e comunicato. Il tema si intreccia anche con la sensibilità dell’opinione pubblica rispetto all’impiego di infrastrutture nazionali in contesti di conflitto e con le consuete dinamiche tra alleati nell’ambito della cooperazione militare.
Nel medesimo intervento televisivo, Rutte ha affrontato anche il clima all’interno dell’Alleanza atlantica e i rapporti con Washington. “Per quanto riguarda la Nato, so che c’è delusione da parte del presidente Usa Donald Trump, ma si tratta di casi isolati”, ha dichiarato, aggiungendo che “Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per l’operazione Epic Fury”.

Conte all’attacco: “Crollano le favolette del governo”
La risposta più dura è arrivata dal presidente del M5S, Giuseppe Conte, che ha interpretato le parole di Rutte come una conferma delle proprie critiche alla linea del governo. “Crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana”, ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio.
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