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Salim El Koudri, la famiglia rompe il silenzio: italiani senza parole

Chi sono i genitori di Salim El Koudri

Dietro la vicenda c’è una famiglia che da anni vive nel territorio modenese. I genitori abitavano a Ravarino, piccolo comune della provincia di Modena, insieme al figlio Salim. Secondo quanto emerso, si sarebbero trasferiti in Emilia dalla zona della Bergamasca nel 2000.

Il padre lavorerebbe in un’azienda situata a Nonantola, mentre la sorella avrebbe lasciato la casa di famiglia da alcuni anni dopo essersi sposata e trasferita in un’altra provincia. Nelle ore successive ai fatti, nella casa di Ravarino non sarebbe rimasto nessuno.

Secondo alcuni racconti raccolti nella zona, i genitori avrebbero lasciato l’abitazione a bordo di un furgone e da quel momento avrebbero scelto di isolarsi, evitando contatti esterni.

L’obiettivo, secondo quanto riferito, sarebbe quello di vivere questo momento lontano dall’attenzione mediatica e cercare di affrontare privatamente una situazione diventata improvvisamente enorme.

Il dettaglio che la famiglia non conosceva

Tra gli aspetti che stanno emergendo nelle ultime ore ce n’è uno che avrebbe sorpreso profondamente anche i familiari. Secondo quanto ricostruito, i genitori non sarebbero stati a conoscenza del percorso sanitario che Salim avrebbe intrapreso negli anni precedenti.

Nel 2022, infatti, il giovane si sarebbe rivolto ai servizi comunali manifestando una situazione di malessere personale. Da quel momento sarebbe stato indirizzato verso il centro di salute mentale del territorio, situato a Castelfranco Emilia. Nel corso del percorso gli sarebbero stati prescritti farmaci e sarebbe stato avviato un programma terapeutico che sarebbe proseguito fino al 2024. Successivamente, però, il percorso si sarebbe interrotto.

Secondo quanto spiegato anche dalle istituzioni locali, in assenza di condizioni specifiche che richiedano trattamenti obbligatori, il proseguimento delle cure dipende dalla scelta personale del paziente.

I cambiamenti notati negli ultimi mesi

Col passare del tempo qualcosa, secondo i racconti emersi, sarebbe cambiato nel comportamento del 31enne. I familiari avrebbero notato una trasformazione graduale, ma senza comprenderne fino in fondo le ragioni. Sempre secondo quanto riferito dall’avvocato, Salim sarebbe apparso progressivamente più chiuso in sé stesso. Passava sempre più tempo davanti al computer e al cellulare, tendeva a isolarsi e in alcune occasioni parlava da solo o borbottava frasi apparentemente senza interlocutori.

Piccoli segnali che, osservati oggi dopo quanto accaduto, assumono inevitabilmente un peso diverso. Ma proprio qui emerge uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda: riconoscere e interpretare certi cambiamenti non è sempre immediato, soprattutto per chi vive quotidianamente accanto a una persona. L’avvocato Giannelli ha spiegato che i familiari avrebbero visto quel peggioramento, ma senza avere strumenti adeguati per comprenderne realmente l’origine o la portata.

Nel frattempo, mentre la vicenda giudiziaria prosegue e le indagini continuano ad approfondire ogni dettaglio, resta una città ancora segnata da quanto accaduto e una famiglia improvvisamente travolta da un dolore che, nel giro di poche ore, ha cambiato tutto.

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