Contrasti al vertice: le posizioni di Tajani e Meloni
All’interno dell’esecutivo, la voce di Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, si distingue per una posizione opposta rispetto a quella della Lega. Tajani si è infatti espresso a favore della possibilità di destinare i beni congelati al sostegno dell’Ucraina, in sintonia con l’orientamento già adottato da altri Paesi europei.
La linea di Tajani rappresenta un’apertura significativa in un contesto caratterizzato da cautela e timori di ritorsioni diplomatiche. Questo contrasto interno si aggiunge alle difficoltà operative del governo, chiamato a bilanciare esigenze di solidarietà internazionale e protezione degli interessi nazionali. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, adotta un approccio prudente. Le recenti indiscrezioni su un possibile nuovo piano Trump per l’Ucraina hanno riacceso il confronto internazionale su negoziati e strategie di pressione, spingendo il governo italiano a mantenere un profilo di equilibrio.
Leggi anche: La madre muore, la nasconde e si traveste come lei: follia in Italia, perché l’ha fatto

Il contesto internazionale
La questione dei beni degli oligarchi russi congelati coinvolge non solo l’Italia, ma anche numerosi partner europei. In questi mesi, l’Unione Europea discute misure coordinate per utilizzare parte degli asset bloccati a vantaggio di Kiev, mentre si valutano le possibili ripercussioni sul piano giuridico e diplomatico.
Al centro delle analisi vi sono le conseguenze di un’eventuale decisione condivisa tra gli Stati membri: da un lato, il sostegno concreto all’Ucraina; dall’altro, il rischio di deterioramento dei rapporti con Mosca e il timore di possibili azioni di ritorsione, anche economica, da parte della Russia.