I rapporti tesi con Papa Francesco e le polemiche del passato
Durante il pontificato di Papa Francesco, l’ex ministro dell’Interno è diventato il volto di una politica migratoria considerata incompatibile con i principi di accoglienza promossi dalla Chiesa. Più volte esponenti cattolici di rilievo, giornali come Famiglia Cristiana e diversi vescovi hanno criticato le sue scelte.
Proprio il settimanale cattolico lo definì portatore di un “sovranismo feticista” dopo che Salvini, in un comizio, aveva alzato il rosario dal palco. Lui rispose secco: «Le parole di qualche vescovone o del quotidiano dei vescovi non rappresentano l’animo dei cristiani e dei cattolici».
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Lo scontro con padre Spadaro e il peso dei cattolici leghisti
Il gelo con il Vaticano si era acuito con lo scontro con padre Antonio Spadaro, ex direttore de La Civiltà Cattolica. Alla domanda sui social sul motivo per cui Bergoglio non avesse mai voluto ricevere Salvini, il gesuita aveva ricordato che papi del passato avevano incontrato persino dittatori come Pinochet e Fidel Castro, aggiungendo che almeno quelli «erano dittatori seri».
Nonostante le critiche, il leader della Lega poteva contare su una base solida: un sondaggio rivelò che circa il 33% dei cattolici praticanti sosteneva le sue posizioni, soprattutto al Nord. Celebre anche la polemica per la maglietta con la scritta “Il mio Papa è Benedetto”, segnale evidente del distacco dall’allora pontefice argentino.