Andrea Sempio, le cinque consulenze depositate dalla difesa
La difesa di Andrea Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha presentato cinque consulenze tecniche. Gli elaborati contestano alcuni dei principali elementi sui quali si fonda l’impianto investigativo, proponendo letture differenti rispetto a quelle emerse negli accertamenti della Procura.
Tra i temi affrontati figurano le impronte di scarpa repertate sulla scena del crimine, la traccia palmare numero 33, il materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara Poggi e le valutazioni medico-legali relative alla dinamica dell’omicidio. Sono aspetti che, secondo la difesa, presenterebbero criticità tali da rendere necessaria una nuova verifica in sede giudiziaria.
In particolare, i consulenti incaricati dagli avvocati sostengono che la misura delle scarpe attribuite all’autore del delitto non sarebbe compatibile con quella di Sempio. Viene inoltre contestata l’attribuzione della traccia palmare e vengono sollevati dubbi sull’affidabilità delle conclusioni relative al Dna. Si tratta di valutazioni difensive che dovranno essere confrontate con quelle degli esperti e degli inquirenti.
Procura di Pavia, la valutazione sull’eventuale processo
La chiusura del termine concesso alla difesa apre ora una fase di esame per i magistrati pavesi. Secondo quanto emerso nel dibattito sugli ultimi sviluppi, l’orientamento della Procura di Pavia potrebbe essere quello di presentare una richiesta di rinvio a giudizio, ritenendo il quadro accusatorio idoneo a essere sottoposto alla verifica di un tribunale.
Non è però possibile anticipare una determinazione definitiva prima degli atti ufficiali. La Procura ha fino a nove mesi dalla chiusura delle indagini per decidere se esercitare l’azione penale, ma la scelta potrebbe arrivare in tempi più brevi. Qualora venisse chiesto il rinvio a giudizio, la valutazione successiva spetterebbe al giudice dell’udienza preliminare.
Le dichiarazioni dell’avvocata Angela Taccia sul rinvio a giudizio
L’eventualità di un processo è stata richiamata dalla stessa avvocata Angela Taccia, intervenuta sulle prospettive giudiziarie del proprio assistito. La legale ha dichiarato: “Rinvio a giudizio? E’ un’ipotesi molto probabile”.
Nel suo intervento, Taccia ha aggiunto: “Sono stufa di queste archiviazioni che non sono mai definitive”. E ancora: “Andrea Sempio non può essere indagato a vita, tanto vale andare a processo e accertare una volta per tutte la realtà dei fatti perché altrimenti non vive più”.
Le dichiarazioni indicano la volontà della difesa di arrivare a un chiarimento davanti a un giudice, dopo anni di iniziative giudiziarie e archiviazioni. Un eventuale dibattimento consentirebbe alle parti di discutere gli elementi tecnici, le consulenze e le rispettive ricostruzioni nell’ambito del contraddittorio processuale.

Il procedimento su Alberto Stasi e gli interrogativi ancora aperti
Parallelamente alla nuova indagine su Sempio, resta aperta la questione della possibile revisione della condanna di Alberto Stasi. Si tratta di un percorso distinto, con presupposti e valutazioni autonome, ma gli sviluppi delle indagini sul caso Garlasco potrebbero essere seguiti con attenzione anche in relazione a questo procedimento.
La condanna di Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi è definitiva. L’esistenza di un nuovo fascicolo non modifica tale dato, mentre ogni eventuale iniziativa di revisione richiede specifiche verifiche giudiziarie. Saranno le autorità competenti a stabilire se vi siano elementi nuovi rilevanti e utilizzabili secondo le regole previste dalla legge.
Caso Garlasco, attesa per la decisione dei magistrati
Il caso continua intanto a essere seguito con grande attenzione anche sui social, dove il confronto si concentra sulle perizie scientifiche, sul possibile processo e sul significato di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Quest’ultima, in ogni caso, non rappresenterebbe una condanna, ma l’avvio di una fase nella quale le prove dovrebbero essere esaminate da un giudice.
Per il momento Andrea Sempio resta indagato e beneficia pienamente della presunzione di innocenza. La prossima decisione spetta alla Procura di Pavia, che dovrà stabilire se gli accertamenti svolti consentano di portare il risultato delle indagini davanti a un giudice. È questo il passaggio atteso nelle prossime settimane per comprendere quale direzione prenderà il nuovo capitolo giudiziario dell’omicidio di Chiara Poggi.

