Stile sobrio e ambienti essenziali: le caratteristiche della nuova residenza
La residenza è descritta come improntata a criteri di sobrietà e funzionalità. Gli ambienti sono essenziali, con predominanza del bianco e arredi di tipo commerciale. La camera da letto non affaccia su piazza San Pietro, un dettaglio interpretato in relazione a esigenze di riservatezza e sicurezza.
Non sarebbe previsto un bagno interno alla stanza, ma un servizio accessibile dal corridoio. È stata invece realizzata una cucina semplice, insieme a spazi ricavati tramite tramezzi destinati ai collaboratori più stretti, inclusi i due segretari particolari: don Edgard Iván Rimaycuna e don Marco Billeri.
Nelle vicinanze è presente anche una cappella di dimensioni ridotte, illuminata da un sistema moderno a led, in sostituzione del tradizionale lampadario.

Palestra e terrazza pensile: gli spazi previsti
Tra gli ambienti segnalati figura una palestra, indicata come piuttosto ampia e posizionata con affaccio verso il torrione dello Ior. È inoltre presente una terrazza pensile, utilizzabile anche per momenti di preghiera.
In passato, su quella stessa terrazza, Giovanni Paolo II avrebbe fatto realizzare una riproduzione della Grotta di Lourdes; negli stessi anni risulta inoltre che fosse stata installata una piccola piscina.
I lavori di ristrutturazione: infiltrazioni, impianti e adeguamenti tecnologici
Dopo il Conclave, Leone XIV avrebbe deciso di lasciare l’alloggio utilizzato come cardinale nello stabile dell’ex Sant’Uffizio. L’intervento di ristrutturazione nella nuova area del Palazzo apostolico si sarebbe però rivelato più complesso del previsto.
Tra le criticità emerse vengono indicate infiltrazioni, umidità e impianti datati. È stato quindi necessario rifare integralmente il circuito elettrico e quello idraulico, con una modernizzazione delle condotte per facilitare gli interventi di manutenzione.
Ai lavori strutturali si sarebbe aggiunto l’adeguamento degli spazi alle attuali esigenze tecnologiche, con specifici interventi di protezione e schermatura. Le tempistiche sarebbero state influenzate anche dal numero limitato di operai disponibili in ambito vaticano.
Gli ambienti sotto il tetto: la destinazione nel tempo e il nuovo utilizzo
Gli spazi in questione sarebbero stati ricavati nel 1939 come piccoli appartamenti situati sotto il tetto e collegati a un’area con giardino pensile. Nel tempo avrebbero ospitato segretari, religiose e ospiti privati.
Con la decisione di Papa Leone XIV, questi ambienti tornano ora a essere destinati alla vita quotidiana del Pontefice all’interno del Palazzo apostolico, con una sistemazione distinta rispetto all’appartamento storico tradizionalmente associato al ruolo.