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Schianto aereo in Perù, 7 italiani morti: si scopre l’agghiacciante verità

Indagini sul Cessna: coinvolti anche esperti italiani

L’inchiesta sul disastro aereo di Nazca è stata affidata alla Commissione peruviana per le indagini sugli incidenti aerei. Nelle prossime fasi potrebbero intervenire specialisti provenienti da Italia, Germania, Spagna e Stati Uniti.

Il coinvolgimento di più Paesi è legato sia alla nazionalità delle vittime sia alla produzione dell’aereo. L’obiettivo è ricostruire ogni passaggio della tragedia senza anticipare conclusioni.

Italiani morti in Perù, chi sono e cosa emerge dalle indagini sull'incidente aereo

L’allarme dei piloti prima dello schianto

Secondo quanto comunicato dal ministro peruviano del Commercio estero e del Turismo, Rogers Valencia, l’equipaggio avrebbe segnalato via radio un problema meccanico pochi minuti prima dell’impatto, dichiarando l’emergenza.

Subito dopo, i contatti con la torre di controllo si sarebbero interrotti. I controllori hanno provato ripetutamente a raggiungere il Cessna, ma senza ricevere risposta.

Il volo da Pisco alle Linee di Nazca

L’aereo era partito da Pisco alle 12.10, ora locale, per un sorvolo turistico delle Linee di Nazca. Intorno alle 13.01, durante il rientro verso l’aerodromo María Reiche, sarebbe arrivata la comunicazione di emergenza.

Poco dopo il velivolo è scomparso dai contatti radio. A localizzare l’area dell’incidente è stato un altro pilota presente nella zona, che ha visto una colonna di fumo salire dal punto dell’impatto.

Il relitto in fiamme e le vittime del disastro

Quando le squadre di soccorso hanno raggiunto il luogo dello schianto, il Cessna era già avvolto dalle fiamme. Per le tredici persone a bordo non è stato possibile fare nulla.

La morte dei sette turisti italiani ha reso il bilancio della tragedia particolarmente grave. Le autorità proseguono ora gli accertamenti per fornire risposte alle famiglie delle vittime.

Vento forte e assenza delle scatole nere: i nodi dell’inchiesta

Tra le ipotesi al vaglio figurano anche le condizioni meteorologiche. Al momento del decollo erano segnalate raffiche fino a 40 chilometri orari; nei giorni precedenti, inoltre, i venti Paracas avevano portato alla sospensione di alcuni voli turistici nella zona di Nazca.

L’indagine è complicata dal fatto che il Cessna 208B Grand Caravan non era obbligato a disporre delle scatole nere. Gli esperti dovranno quindi basarsi sui dati del transponder, sui sistemi Gps, sull’avionica, sui parametri del motore e sui rottami recuperati.

Cessna 208B Grand Caravan, cosa dovranno chiarire gli esperti

Il Cessna 208B Grand Caravan è un aereo turistico molto diffuso nel mondo, con oltre mille esemplari operativi. È un velivolo monomotore e non pressurizzato: caratteristiche che possono renderlo più sensibile a turbolenza e vento intenso rispetto ad aeromobili più grandi o bimotore.

Resta da accertare se lo schianto in Perù sia stato provocato da un guasto improvviso, dalle condizioni del tempo, da un cedimento strutturale, da un errore umano oppure da una concatenazione di fattori. Le conclusioni degli investigatori saranno decisive per ricostruire la verità sul disastro di Nazca.

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