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Lukashenko: “I missili ipersonici Oreshnik sono stati schierati in Bielorussia”

Germania, ipotesi utilizzo degli asset russi congelati per sostenere l’Ucraina

Il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz sta valutando la possibilità di impiegare parte del patrimonio della Banca centrale russa congelato in Germania per finanziare il sostegno all’Ucraina. L’eventuale decisione si inserirebbe nel quadro delle iniziative europee finalizzate a reperire risorse aggiuntive a favore di Kiev e rappresenterebbe una significativa concessione politica alle richieste avanzate dal governo belga e da altri partner dell’Unione europea. La discussione riguarda in particolare gli asset russi immobilizzati in seguito alle sanzioni introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Al centro del confronto vi è la possibilità di utilizzare i profitti generati da tali fondi, o una loro quota, per garantire un flusso di finanziamenti più stabile e prevedibile all’assistenza militare ed economica a Kiev, nel rispetto del diritto internazionale e delle norme europee in materia di proprietà.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Dpa, che cita fonti impegnate nei negoziati diplomatici, Berlino sta esaminando con attenzione sia gli aspetti giuridici sia le implicazioni politiche di una scelta che potrebbe irrigidire ulteriormente i rapporti con Mosca. Le stesse fonti sottolineano che il governo tedesco non ha ancora assunto una decisione formale, ma che la questione è oggetto di confronti intensi all’interno della coalizione e con i partner europei. Nel dibattito vengono richiamate anche le posizioni di altri Stati membri dell’Unione europea e del G7, che spingono per un maggiore coordinamento sull’uso dei beni russi congelati. Le istituzioni comunitarie stanno lavorando a proposte che prevedono, tra l’altro, la creazione di meccanismi comuni per gestire i proventi finanziari derivanti da tali fondi, al fine di ridurre le differenze tra i vari ordinamenti nazionali.

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Alexander Lukashenko durante il discorso di fine anno in Bielorussia

Nuovi colloqui tra Russia e Stati Uniti, il Cremlino conferma i preparativi

Parallelamente agli sviluppi militari, il Cremlino ha fatto sapere che sono in corso preparativi per nuovi colloqui con gli Stati Uniti. A comunicarlo è stato il portavoce presidenziale Dmitri Peskov, citato dall’agenzia russa Tass, in risposta alle domande poste dai giornalisti circa possibili contatti bilaterali tra Mosca e Washington. Secondo Peskov, la Russia sta cercando di acquisire maggiori dettagli sui risultati dei contatti avuti dagli Stati Uniti con l’Europa e con l’Ucraina. Queste informazioni vengono considerate essenziali da Mosca per valutare le modalità, i tempi e l’eventuale agenda di nuovi incontri, nel tentativo di comprendere le reali intenzioni americane sul futuro del conflitto e sulle possibili iniziative diplomatiche.

Nei giorni precedenti, le testate Axios e Politico avevano riferito dell’ipotesi di un possibile incontro a Miami tra rappresentanti russi e statunitensi. Secondo tali ricostruzioni, al centro dei colloqui vi sarebbero state le più recenti proposte legate a un piano di pace americano e le condizioni di un eventuale cessate il fuoco in Ucraina, sebbene al momento non vi siano conferme ufficiali sui contenuti dettagliati di queste trattative informali. Le indiscrezioni parlano di un viaggio del rappresentante speciale di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, incaricato di discutere le ultime modifiche al piano di pace americano con l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e con Jared Kushner. Questi contatti, che si collocano in un quadro politico interno statunitense in evoluzione, potrebbero contribuire a definire nuovi canali di comunicazione tra le parti, pur restando al momento circoscritti alla sfera delle anticipazioni mediatiche.

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