Medici No vax, cosa prevede il voto della Camera
Le dichiarazioni del presidente arrivano dopo l’approvazione alla Camera della norma sul reintegro dei medici No vax. La disposizione è contenuta nel disegno di legge sulle professioni sanitarie e ha ottenuto il via libera con una maggioranza ristretta.
Nel voto è risultato decisivo il sostegno dei deputati di Futuro Nazionale, gruppo vicino a Roberto Vannacci. La misura riguarda i professionisti sanitari che erano stati radiati dall’albo nel periodo dell’emergenza pandemica per le loro posizioni sugli obblighi vaccinali.
La proposta ha provocato reazioni diverse tra forze di maggioranza e opposizione. Al centro della protesta e del confronto resta il tema delle sanzioni adottate nel corso della pandemia e della possibilità di consentire il ritorno all’attività professionale dei sanitari coinvolti.
Il prossimo passaggio sarà l’esame del Senato. Solo dopo la conclusione dell’iter parlamentare sarà possibile definire il contenuto definitivo della legge e gli scenari istituzionali successivi. Le parole pronunciate da Mattarella al Quirinale non anticipano l’esito della norma, né indicano una decisione del Colle sul testo.

Ricerca scientifica e tumori, il messaggio del Quirinale
Durante la cerimonia dei Giorni della ricerca, alla presenza dei ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini, il presidente ha dedicato spazio anche ai risultati raggiunti dalla ricerca medica. Mattarella ha sottolineato che molte patologie oggi possono essere affrontate con cure più efficaci rispetto al passato.
«La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si propagano credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione».
Secondo il capo dello Stato, l’avanzamento delle conoscenze non ha inciso soltanto sulla sopravvivenza dei pazienti, ma anche sulla loro qualità di vita. Terapie meno invasive e percorsi clinici più mirati hanno cambiato, infatti, le prospettive per molte persone colpite da malattie un tempo considerate difficili o impossibili da curare.
«La vita si è prolungata ed è migliorata perché le cure sono meno invasive, meno condizionanti. Tanti guariscono in modo definitivo. Tanti, mentre si curano, mantengono, com’è ovvio, le consuete relazioni, perseguono progetti, costruiscono il futuro. Tutto ciò è merito della ricerca e del suo continuo alimentare la terapia».
Il messaggio è rivolto alle istituzioni, alla comunità scientifica e ai cittadini. La fiducia nella ricerca scientifica, secondo Mattarella, è necessaria per consolidare risultati ottenuti nel tempo e contrastare quelle narrazioni che possono creare allerta e timore senza basi attendibili.
Servizio sanitario nazionale e diritto alla salute
Un altro asse dell’intervento ha riguardato il Servizio sanitario nazionale. Mattarella lo ha indicato come lo strumento attraverso il quale il diritto costituzionale alla salute deve tradursi in cure concretamente disponibili per tutti, a prescindere dalle condizioni economiche e dall’area di residenza.
Il presidente ha avvertito che differenze nelle risorse, nelle strutture e nell’offerta sanitaria potrebbero compromettere questa funzione. «E’ nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza. Ne sarebbe vanificata la funzione se le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anziché restringere le diseguaglianze».
Il tema riguarda in particolare l’accesso alla prevenzione, agli screening e alle prestazioni essenziali. Il riconoscimento formale di un diritto, ha osservato il presidente, non è sufficiente se nella pratica i cittadini incontrano ostacoli economici o territoriali.
«L’efficacia della prevenzione dipende anche dalla sua concreta accessibilità. Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari. Così come non si può accettare che le difficoltà economiche si trasformino in ostacoli o, addirittura, in impedimenti alle cure».

Migrazioni sanitarie dal Sud al Nord, le disuguaglianze
Mattarella ha richiamato anche il fenomeno delle migrazioni sanitarie dal Sud al Nord, cioè gli spostamenti che molti pazienti sono costretti a compiere per ottenere diagnosi, interventi o terapie nella propria regione non facilmente accessibili. Una condizione che, secondo il presidente, impone una risposta condivisa.
Riprendendo un recente richiamo del ministro Schillaci, il capo dello Stato ha evidenziato la necessità di ridurre le distanze tra cittadini e servizi. L’obiettivo resta quello di evitare che la possibilità di ricevere cure adeguate dipenda dal territorio di provenienza o dalla disponibilità economica della famiglia.
Il discorso del Quirinale ha così collegato due questioni: la difesa della scienza e dei vaccini contro fake news e credenze infondate, e il rafforzamento di un sistema sanitario capace di garantire prestazioni e prevenzione in modo uniforme. Intanto, il testo sul reintegro dei medici No vax attende il passaggio al Senato, dove il confronto parlamentare proseguirà.
