Un Paese che fa i conti con una frattura generazionale
A sfilare erano soprattutto i giovanissimi: studenti, neodiplomati, ragazzi che vivono ogni giorno la precarietà e la paura. La loro rabbia nasce da un senso di abbandono profondo, alimentato da anni di scandali e promesse mancate. Le autorità parlano di “violenza ingiustificata”, ma la frustrazione che attraversa la Gen Z messicana si legge nei volti e nelle storie dei manifestanti. Ed è proprio questo, forse, il segnale più forte dell’intera giornata: una generazione che non accetta più di restare in silenzio.

Arresti, feriti e un futuro incerto
La città conta i danni, gli ospedali assistono decine di feriti e le forze politiche provano a ricostruire ciò che è successo. Ma la sensazione, in Messico, è che quanto accaduto non sia un episodio isolato bensì l’esplosione di un malessere profondo. E la domanda che resta sospesa è una sola: questa protesta segnerà un punto di svolta o sarà l’ennesimo grido soffocato nel caos?