
Maria Falcone contro Travaglio: “cattivo giornalismo”
“Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio ‘Ma mi faccia il piacere’, un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata“, ha dichiarato Maria Falcone, spiegando di trovare “indigna” la frase del giornalista.
La sorella del magistrato ha definito quelle parole “Un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti” e ha contestato soprattutto l’idea che Giovanni Falcone lavorasse per il governo Andreotti. “Non lasciò Palermo per avvicinarsi alla politica – ribadisce – Fu Palermo, in qualche modo, a costringerlo ad andare via“.
Il punto centrale della sua replica riguarda dunque il ruolo istituzionale ricoperto dal fratello. Falcone fu direttore degli Affari penali al ministero della Giustizia e lavorò al rafforzamento degli strumenti dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata, sostenendo anche il progetto della Procura nazionale antimafia.
La polemica assume così un significato che va oltre lo scontro tra giornalisti e politici: il nome di Giovanni Falcone diventa il terreno sul quale si confrontano interpretazioni diverse della sua storia professionale e del suo rapporto con le istituzioni. Ed è proprio su questo punto che Renzi ha scelto di sostenere pubblicamente Maria Falcone, trasformando la vicenda in un nuovo capitolo del confronto politico e mediatico.