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Scoperto nuovo virus gigante: l’avvertimento degli scienziati

Scoperto nuovo virus gigante: l’avvertimento degli scienziati – In Giappone, come scrive Fanpage, è stato identificato un nuovo virus gigante, battezzato Ushikuvirus, una scoperta che sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale perché potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sul rapporto profondo tra virus e forme di vita complesse. I virus, com’è noto, occupano una posizione ambigua nella biologia: non sono considerati organismi viventi in senso stretto, poiché non possiedono metabolismo, non producono energia, non respirano e non sono in grado di replicarsi autonomamente. Possono farlo solo infettando cellule vive, sfruttandone i meccanismi interni. Proprio questa loro natura “di confine” li rende però affascinanti e, in alcuni casi, potenzialmente cruciali per comprendere l’evoluzione della vita sulla Terra.

Scoperto nuovo virus gigante: l’avvertimento degli scienziati

Negli ultimi vent’anni, la scoperta dei cosiddetti virus giganti ha cambiato molte certezze. A differenza dei virus più comuni, come quelli influenzali o i coronavirus, che misurano circa 100 nanometri (o meno), i virus giganti possono raggiungere dimensioni ben superiori, arrivando anche a 200 nanometri e oltre. Inoltre, possiedono genomi enormi, con centinaia di geni, alcuni dei quali ricordano quelli tipici degli organismi cellulari. L’Ushikuvirus rientra pienamente in questa categoria: il suo genoma è lungo oltre 666.000 coppie di basi e contiene 784 geni distinti, un numero impressionante per un virus.

Dove è stato trovato l’Ushikuvirus

Il nuovo virus gigante è stato isolato nelle acque dolci del lago Ushiku, nella prefettura di Ibaraki, da cui prende il nome. La scoperta è il risultato del lavoro di un team di ricerca giapponese che ha coinvolto più istituzioni scientifiche, impegnate nello studio dei sistemi viventi e dell’evoluzione biologica. L’Ushikuvirus appartiene al gruppo dei virus giganti a DNA racchiusi da una membrana, una famiglia identificata per la prima volta nei primi anni Duemila e che da allora continua ad arricchirsi di nuove specie, scoperte in ambienti molto diversi tra loro: laghi, oceani, suoli e perfino ghiacci.

Struttura e caratteristiche sorprendenti

Dal punto di vista strutturale, l’Ushikuvirus presenta un capside dalla superficie insolita, caratterizzata da strutture appuntite simili a cappucci, alcune delle quali mostrano una natura fibrosa. Questi dettagli morfologici non sono solo curiosità estetiche: spesso riflettono modalità specifiche di interazione con le cellule ospiti. Ed è proprio nel meccanismo di infezione che questo virus si distingue in modo netto da altri virus giganti già conosciuti. L’Ushikuvirus infetta le Vermamoeba, un tipo di ameba, ma lo fa con una strategia particolarmente aggressiva. Durante l’infezione provoca un marcato effetto citopatico, cioè colpisce direttamente il citoplasma della cellula, causandone l’ingrossamento. Ancora più sorprendente è il fatto che il virus distrugge la membrana nucleare dell’ameba per creare una vera e propria “fabbrica virale”, dove replica il proprio DNA. Questo comportamento lo distingue da altri virus giganti affini, che invece si replicano all’interno di un nucleo rimasto intatto.

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