
Terremoto, fortissima scossa di magnitudo oltre il 6: é panico – Un terremoto di magnitudo 6,4 ha interessato nella notte la costa meridionale delle Filippine, facendo vibrare con decisione l’isola di Mindanao e generando momenti di forte apprensione tra la popolazione locale. L’evento sismico è stato registrato e descritto dai sistemi di monitoraggio internazionali come una scossa significativa, ma al momento priva di conseguenze gravissime in termini di danni e vittime.

Terremoto, fortissima scossa di magnitudo oltre il 6: é panico
Secondo i rilievi diffusi dall’U.S. Geological Survey (USGS), l’istituto geologico statunitense che monitora l’attività sismica a livello globale, non è stata emessa alcuna allerta tsunami in seguito alla scossa. Gli aggiornamenti iniziali indicano che, allo stato attuale, non risultano danni immediati di rilievo né segnalazioni ufficiali di vittime, anche se le verifiche sul campo sono tuttora in corso. La scossa principale è stata inizialmente valutata con una magnitudo 6,7, stima poi corretta a 6,4 dagli esperti dell’USGS dopo un’analisi più approfondita dei dati strumentali. L’epicentro è stato localizzato a circa 27 chilometri a est della città di Santiago, in una delle aree considerate tra le più attive dal punto di vista sismico dell’intero arcipelago filippino. Dalle prime informazioni tecniche risulta che si è trattato di un sisma superficiale, caratteristica che tende ad amplificare la percezione del movimento tellurico da parte delle persone rispetto a scosse più profonde. Le autorità locali hanno definito l’evento come un fenomeno breve ma intenso, capace di suscitare timore, ma che, in questa fase, non sembrerebbe aver provocato danni gravi alle infrastrutture principali.


Le testimonianze dal territorio e i primi riscontri
A descrivere l’intensità del movimento sono anche le voci provenienti dalle aree colpite. «Ci sono stati forti tremori, ho visto alcune auto muoversi», ha raccontato all’AFP Nash Paragas, soccorritore della provincia di Davao Oriental. «È durato poco, circa cinque secondi, ma è stato chiaramente avvertito», ha aggiunto, sottolineando l’impatto emotivo di una scossa breve ma estremamente percepibile. I servizi di emergenza locali riferiscono che, sulla base delle verifiche effettuate nelle prime ore successive all’evento, non risultano vittime né danni strutturali di grande entità. Le squadre di soccorso e le autorità tecniche continuano comunque a svolgere sopralluoghi e controlli, con particolare attenzione alle infrastrutture essenziali come ospedali, scuole, ponti e reti elettriche.
Particolare cautela è riservata alle zone rurali e più isolate di Mindanao, dove le comunicazioni sono spesso difficoltose e dove il flusso di informazioni può subire ritardi. In queste aree, piccoli crolli, lesioni agli edifici o frane potrebbero essere rilevati solo nelle ore o nei giorni successivi alla scossa principale, motivo per cui la fase di monitoraggio resta cruciale. In diverse città e centri abitati, i residenti sono usciti in strada al momento del terremoto, seguendo spontaneamente le principali norme di sicurezza in caso di sisma. In molti casi, le persone hanno preferito sostare all’aperto per qualche tempo, in attesa di comprendere meglio l’evoluzione dell’evento e di eventuali repliche. Le autorità hanno invitato a mantenere la calma, ma a non abbassare il livello di attenzione.

Mindanao e l’elevata vulnerabilità sismica dell’area
L’episodio odierno si inserisce in un contesto di elevata pericolosità sismica che caratterizza da tempo l’isola di Mindanao. La regione è attraversata da una complessa rete di faglie attive e, negli ultimi mesi, è stata interessata da numerosi terremoti di forte intensità, alcuni dei quali hanno causato vittime e danni significativi. Nel solo mese di ottobre, la parte orientale dell’isola è stata colpita da due violenti eventi sismici di magnitudo 7,4 e 6,7, che, secondo i resoconti ufficiali, hanno provocato almeno otto morti e numerosi feriti, oltre a danni diffusi a edifici residenziali e infrastrutture pubbliche. Quei terremoti avevano già messo in evidenza la fragilità geologica di Mindanao e la vulnerabilità di molte strutture. Ancora più pesante è stato il bilancio di un altro sisma di magnitudo 6,9, verificatosi pochi giorni prima di quegli eventi, che aveva colpito la provincia centrale di Cebu. In quella circostanza, secondo i dati ufficiali diffusi dal governo, si erano registrate 76 vittime e la distruzione o il danneggiamento di oltre 72.000 abitazioni, con migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie case.
Questi precedenti recenti contribuiscono a contestualizzare la nuova scossa di magnitudo 6,4 registrata al largo di Mindanao, evidenziando come l’area resti soggetta a un’attività sismica frequente e talvolta distruttiva. Le autorità nazionali e locali stanno cercando di rafforzare le misure di prevenzione e la resilienza delle comunità, anche attraverso programmi di formazione e aggiornamento delle norme edilizie. In questo scenario, ogni nuovo evento sismico, anche quando non provoca gravi danni, rappresenta un banco di prova per le procedure di emergenza, la capacità di risposta dei servizi di soccorso e l’efficacia dei piani di evacuazione predisposti nelle aree più esposte.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva