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Scossa di terremoto in Italia: la terra ha tremato all’improvviso

Sismografo e grafico di rilevazione di un terremoto

Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.4 è stata rilevata nella tarda serata di mercoledì 5 febbraio 2026 nel settore montano del Torinese, con interessamento dell’area a sud-ovest di Lemie, in provincia di Torino. Si tratta di un episodio di intensità contenuta, inserito nel quadro della normale attività sismica delle zone alpine piemontesi.

Dalle informazioni disponibili, l’evento è avvenuto alle 22:07 (ora italiana). Il punto di massima energia, ossia l’epicentro, è stato localizzato a circa 4 chilometri a sud-ovest di Lemie, mentre la profondità stimata è di 9 chilometri, valore tipico dei terremoti superficiali che possono risultare percepibili anche con magnitudo basse.

Epicentro, profondità e fattori che influenzano la percezione

In questi casi, la sensazione avvertita dalla popolazione può dipendere da diversi elementi: distanza dall’epicentro, caratteristiche geologiche locali, orario notturno (quando il rumore di fondo è minore) e tipologia degli edifici. Per questo una scossa modesta può essere comunque notata, soprattutto nei centri più vicini e ai piani alti.

Al momento non risultano criticità operative o interventi straordinari collegati all’evento. Le segnalazioni, quando presenti, riguardano in prevalenza una percezione breve e limitata nel tempo, compatibile con la magnitudo registrata e con la profondità indicata.

Nessun danno segnalato e lieve percezione nei comuni vicini

La scossa di terremoto nel Torinese non avrebbe causato danni a persone o cose. Non emergono, inoltre, comunicazioni relative a richieste di soccorso o a verifiche urgenti su infrastrutture e servizi essenziali. In alcune località limitrofe, tuttavia, alcuni residenti avrebbero avvertito un lieve tremore, descritto come una vibrazione di pochi secondi o un breve boato, più evidente all’interno delle abitazioni.

Per terremoti di questa intensità, è comune che le vibrazioni siano percepite in modo discontinuo: c’è chi le avverte nettamente e chi non nota nulla, anche a distanze simili. La percezione, infatti, può variare in base alla posizione (interno o esterno), al tipo di suolo e alle condizioni strutturali dell’edificio.

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