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Scossa di terremoto , magnitudo 4.7: trema tutto!

Perché l’Alto Atlante è una zona sismica

La sismicità del Marocco è collegata al lento ma costante avvicinamento tra la placca africana e la placca euroasiatica. Le due grandi masse continentali convergono a una velocità stimata in circa quattro millimetri all’anno, un movimento ridotto ma continuo che produce tensioni nelle rocce della crosta terrestre.

Quando l’energia accumulata supera la resistenza dei materiali rocciosi, avviene una rottura lungo i sistemi di faglia e l’energia viene liberata sotto forma di onde sismiche. È il processo che dà origine ai terremoti, anche in assenza di una sola grande faglia facilmente riconoscibile in superficie.

L’Alto Atlante rappresenta una delle aree principali in cui queste spinte vengono assorbite. La catena montuosa, geologicamente relativamente giovane, è ancora interessata da un lento sollevamento e dalla deformazione delle rocce in profondità. La riattivazione periodica delle faglie locali può quindi provocare eventi sismici, in particolare quando la rottura si verifica negli strati più superficiali della crosta.

Il ricordo del sisma del 2023 nell’Alto Atlante

Ogni terremoto in Marocco riporta inevitabilmente alla memoria il devastante sisma dell’8 settembre 2023, che colpì l’area dell’Alto Atlante con una magnitudo di 6.8. L’epicentro fu individuato nella provincia di Al Haouz, non lontano da Marrakech.

Quel terremoto causò migliaia di vittime e danni estesi in numerosi villaggi montani. Molte abitazioni, costruite con materiali tradizionali e particolarmente esposte alle sollecitazioni sismiche, subirono crolli. L’evento mise in evidenza la presenza di complesse faglie compressive profonde in un settore montuoso dove, nell’epoca del monitoraggio moderno, non erano stati registrati terremoti di analoga intensità.

I precedenti storici: da Agadir ad Al Hoceima

Il Marocco ha conosciuto altri eventi sismici drammatici. Nel 1960 il terremoto di Agadir, di magnitudo 5.7, provocò quasi la totale distruzione della città e circa 15mila morti. A incidere furono soprattutto la ridotta profondità del sisma e la vicinanza dell’epicentro all’area urbana.

Nel 2004, invece, il terremoto di Al Hoceima, nel nord del Paese, raggiunse una magnitudo di 6.3 e causò centinaia di vittime, oltre a ingenti danni agli edifici. La scossa registrata il 3 agosto non ha al momento provocato conseguenze, ma conferma la costante attenzione necessaria in un territorio interessato da una significativa attività tettonica.

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