
A quasi diciannove anni dal delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi continua a restare al centro dell’attenzione. Alla condanna definitiva di Alberto Stasi si affianca infatti la nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio, mentre una ricostruzione giornalistica indicata come pista di “Mister X” alimenta ulteriormente il dibattito, senza trovare al momento conferme negli atti giudiziari.
Il caso presenta oggi un quadro articolato: da un lato c’è una sentenza passata in giudicato, dall’altro un filone investigativo ancora da verificare nelle sedi competenti. Ogni aggiornamento riporta così in primo piano una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica e a sollevare interrogativi sul percorso processuale.
Omicidio Chiara Poggi: la condanna definitiva di Alberto Stasi
Chiara Poggi, 26 anni, fu trovata morta il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. A chiamare i soccorsi fu il fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi, e da quel momento prese avvio una delle inchieste più seguite della cronaca italiana.
Dopo un iter lungo e complesso, segnato dalle assoluzioni nei primi due gradi di giudizio e dalla successiva decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo, Stasi venne condannato nel dicembre 2014 a 16 anni di reclusione. La condanna è diventata definitiva il 12 dicembre 2015.
La sentenza conserva piena efficacia e Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel frattempo ha ottenuto misure alternative alla detenzione, fino all’affidamento in prova ai servizi sociali.
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