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“Se c’eri anche tu…”. Ladro ucciso in casa, rivolta in paese. Minacciato l’inviato delle Iene

La posizione delle istituzioni locali

Di fronte all’attenzione mediatica e al malcontento emerso in paese, le istituzioni hanno scelto di mantenere toni equilibrati. La sindaca Elena Carraro ha invitato la cittadinanza ad attendere l’esito delle indagini, ribadendo la necessità di non sovrapporre giudizi affrettati alla valutazione che spetta all’autorità giudiziaria. Allo stesso tempo, ha riconosciuto l’esistenza di un diffuso disagio sul fronte della sicurezza.

La prima cittadina ha descritto Jonathan Maria Rivolta come un uomo cresciuto in una famiglia ritenuta rispettabile, sottolineando come gran parte della comunità si sia stretta attorno a lui nelle ore successive alla tragedia. Secondo quanto emerge dall’amministrazione comunale, il sostegno a Rivolta sarebbe legato anche alla percezione, ampiamente condivisa, di un territorio esposto a ripetuti episodi criminali.

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Pattuglia dei carabinieri impegnata in servizio notturno

Un territorio segnato dal tema della sicurezza

Il comune di Lonate Pozzolo, con la sua vicinanza a un grande hub aeroportuale come Malpensa e a importanti arterie di collegamento, si trova da tempo al centro di dinamiche che uniscono mobilità, sviluppo economico e presenza di attività illegali. Questo quadro, secondo diverse analisi, rende il territorio più esposto a reati predatori come furti in appartamento, rapine e intrusioni nelle proprietà private.

Nel corso degli ultimi anni molti residenti hanno scelto di dotarsi di sistemi di allarme privati, videocamere domestiche e porte blindate più sofisticate. Alcuni hanno organizzato forme di controllo informale, come gruppi di vicinato e chat dedicate alla segnalazione di movimenti sospetti. Tali iniziative, pur non sostituendo l’azione delle forze di polizia, sono diventate parte della quotidianità di chi vive in zona.

Accanto a questi strumenti, si sono registrati anche episodi di ronde spontanee e pattugliamenti notturni da parte di cittadini, spesso coordinati attraverso i social network o associazioni locali. Le autorità hanno più volte invitato alla prudenza, ricordando che solo le forze dell’ordine sono legittimate a intervenire direttamente e che iniziative autonome non devono mai sconfinare in comportamenti pericolosi o contrari alla legge.

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