L’inchiesta: l’accusa di strage e la posizione di Valter Lavitola
Nel frattempo, sul fronte giudiziario continuano a emergere elementi che alimentano l’attenzione intorno al caso. La Procura ha contestato il reato di strage a Valter Lavitola.
Ranucci ha dichiarato di sentirsi «stordito» perché l’indagato sarebbe stato «un amico». Dal carcere, Lavitola ha fatto sapere: «Se Dio vuole parlerò quando uscirò».
Giletti: «Mi lascia perplesso»
Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Giletti, ascoltato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci durante il Festival del Libro Possibile di Polignano a Mare.
«Ranucci dice che si sente tradito da un amico come Lavitola, con cui andava a mangiare. Io non dico che mi sento tradito da lui, però quando scopro, e leggo su un giornale, che lui ha detto delle cose su di me, mentre personalmente mi aveva assicurato che non erano vere, resto perplesso», ha dichiarato il giornalista.
Giletti ha inoltre ricordato le differenze professionali avute in passato con il conduttore di Report: «Abbiamo avuto discussioni su alcune inchieste affrontate in modo completamente diverso, che portavano a risultati differenti. Io ho un rapporto molto diretto».
In conclusione ha aggiunto: «Sono un gentleman di vecchio stampo: se stringo la mano a una persona, quella stretta vale più di qualsiasi altra cosa. Quando mi dici personalmente “non ho mai detto quella cosa” e poi scopro che invece l’hai detta, questo inevitabilmente mi lascia perplesso».