
La distanza tra centrodestra e centrosinistra si assottiglia ancora. L’ultima rilevazione di Swg per Tg La7 descrive una fotografia in evoluzione: i due blocchi principali risultano separati da meno di un punto percentuale, un margine ridotto che conferma un trend già emerso nelle settimane precedenti.
Nel confronto tra coalizioni, la somma dei partiti che sostengono l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni resta in testa, ma con segnali di lieve arretramento. Allo stesso tempo, l’area del cosiddetto campo progressista mostra un recupero, trainato in particolare da Partito democratico e Movimento 5 stelle.
Il dato che rimane stabile, nonostante le oscillazioni settimanali, riguarda la leadership tra i singoli partiti: Fratelli d’Italia è ancora il primo partito per distacco. L’attenzione, però, si concentra sempre di più sulla competitività complessiva dei due schieramenti, che si avvicinano in modo visibile.

I numeri del centrodestra: Fratelli d’Italia resta primo partito
Secondo Swg, Fratelli d’Italia si attesta al 29,4%, registrando una diminuzione di quattro decimi rispetto alla settimana precedente. Si tratta di una flessione contenuta che non incide sulla posizione di testa, ma che contribuisce al restringimento del margine complessivo tra i due blocchi.
Nella stessa area, Forza Italia scende all’8,2% (meno due decimi). La rilevazione arriva in una fase delicata per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, impegnato su un fronte internazionale complesso legato alle tensioni connesse alla guerra in Iran, tema che resta al centro dell’agenda diplomatica.
La Lega mostra invece un segnale di recupero: sale al 6,8%, guadagnando due decimi dopo settimane in chiaroscuro. La crescita, per quanto limitata, interrompe una fase di difficoltà e riporta il partito guidato da Matteo Salvini su un livello che coincide, nella rilevazione, con quello di un’altra forza politica oggi in ascesa nell’area progressista.
Completando il perimetro della coalizione con Noi moderati all’1%, il centrodestra raggiunge complessivamente il 45,4%. Il dato mantiene l’alleanza in testa ma evidenzia, nel confronto con i momenti in cui la stessa area veniva accreditata vicino al 50%, un ridimensionamento della spinta complessiva.
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