Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Shock a Mosca: “Sta per succedere qualcosa a Putin”. Prima volta così nella storia

Il precedente del 2021 e il contesto della guerra

L’ultimo precedente di particolare rilievo risale al novembre 2021. In quel caso l’allora direttore della Cia, William Burns, si recò a Mosca per riferire alla leadership russa che gli Stati Uniti erano al corrente dei preparativi per una possibile invasione dell’Ucraina. Washington tentò allora di dissuadere il Cremlino, alcuni mesi prima dell’avvio del conflitto su vasta scala nel febbraio 2022.

La missione di Ratcliffe avviene dunque in un quadro segnato da canali di comunicazione ridotti, ma non del tutto interrotti, tra le due potenze. I servizi di intelligence possono svolgere funzioni di contatto su questioni di sicurezza, gestione delle crisi e casi umanitari, anche quando il confronto politico resta particolarmente difficile. Gli accertamenti sulle ragioni del viaggio sono però limitati dalla totale assenza di dichiarazioni pubbliche.

Le questioni aperte sui colloqui a Mosca

Tra le ipotesi riportate figura la consegna di un messaggio diretto a Vladimir Putin, con l’obiettivo di evitare iniziative capaci di estendere il conflitto a territori sotto protezione Nato. Un altro possibile tema riguarda i tentativi di sostenere una tregua in Ucraina o di contenere una nuova escalation. Si tratta, in ogni caso, di interpretazioni non confermate dalle autorità coinvolte.

Esiste inoltre un ambito meno legato alla trattativa politica generale: quello degli scambi di detenuti tra Russia e Stati Uniti. La Cia ha avuto un ruolo in alcuni negoziati particolarmente sensibili e tra i casi citati di recente compare quello di Ksenia Karelina, cittadina con doppia nazionalità russa e americana. Questi dossier richiedono spesso contatti riservati e non vengono normalmente discussi in anticipo dalle amministrazioni interessate.

Tra i nomi indicati come possibili oggetti di attenzione c’è anche Robert Gilman, insegnante di inglese detenuto in Russia dal novembre 2021 e conosciuto dai suoi studenti con il soprannome di “Captain America”. Secondo le informazioni disponibili, anche Donald Trump si sarebbe interessato alla sua vicenda. Non è stato chiarito se il suo caso sia stato affrontato durante la permanenza di Ratcliffe a Mosca.

Per ora, il silenzio della Cia resta totale. La breve permanenza del suo direttore nella capitale russa, la logistica del viaggio e il momento in cui la visita è avvenuta mantengono alta l’attenzione sulla situazione. Finché non arriveranno comunicazioni ufficiali, la missione di John Ratcliffe a Mosca continuerà a rappresentare un passaggio riservato, ma significativo, nei rapporti fra Washington e il Cremlino.

Pagine: 1 2 3
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure