
Il rebus del calendario tra la finestra di maggio e il maxi election day
Qualora il vertice del Colle decretasse lo scioglimento delle Camere, i rigidi vincoli posti dalla Costituzione imporrebbero la convocazione dei comizi elettorali in un arco temporale compreso rigorosamente tra i 45 e i 70 giorni. Facendo partire la clessidra dai primi giorni di aprile, la primissima data utile per il voto si collocherebbe a domenica 16 maggio,costringendo tutti i partiti a una campagna elettorale a ritmo serratissimo.
L’ipotesi che sta guadagnando maggior peso e consenso politico all’interno del centrodestra, fortemente sponsorizzata dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e dal responsabile del programma di Fratelli d’Italia Francesco Filini, mira tuttavia a far slittare la consultazione ai primi di giugno. Una mossa studiata per dare vita a un unico election dayaccorpando le elezioni politiche alle amministrative.
Se da un lato l’accorpamento garantisce un notevole risparmio e una forte mobilitazione dell’elettorato, dall’altro preoccupa i vertici della coalizione per la storica spinta del centro-sinistra nei grandi poli urbani. Proprio per evitare passi falsi, i leader di partito stanno affrettando le trattative per individuare e blindare le candidature a sindaco in snodi decisivi come Milano, Roma, Napoli e Torino.
