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“Si è dimesso”. Terremoto nella politica italiana: grande ritorno dietro l’angolo

Il panorama politico salernitano subisce un terremoto improvviso ma ampiamente annunciato: Vincenzo Napoli ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Salerno. La decisione, che circolava con insistenza già da diversi giorni, è stata comunicata ufficialmente durante la riunione di giunta agli assessori e poi formalizzata subito dopo la prima seduta del nuovo Consiglio provinciale. Napoli lascia la guida di Palazzo di Città con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo secondo mandato consecutivo.

Una mossa che apre scenari inediti e che, trascorsi i venti giorni previsti dalla legge prima che l’atto diventi irrevocabile, porterà allo scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di un commissario prefettizio, come stabilito dall’articolo 53 del Tuel. “La volontà c’è”, aveva dichiarato sibillino Napoli ai cronisti poco prima di formalizzare il passo indietro, aggiungendo poi una promessa di chiarezza: “Quando sarà il momento spiegherò perché”.

Verso il voto di primavera e l’ombra di De Luca

Le dimissioni di Napoli innescano un effetto domino istituzionale non indifferente: egli decadrà automaticamente anche dalla carica di presidente della Provincia. In attesa delle elezioni amministrative fissate per la prossima primavera, l’ente provinciale sarà retto dal neo-nominato vicepresidente Giovanni Guzzo, consigliere del Partito Democratico già esperto di reggenze complicate. Ma è sul futuro del Comune che si concentrano le attenzioni dei cittadini e degli analisti politici. La città si prepara a una campagna elettorale rovente dove è data per certa la discesa in campo di Vincenzo De Luca. L’ex governatore della Campania, che ha già guidato Salerno per ben quattro mandati a partire dal lontano 1993, sembra pronto a riprendere le redini della sua storica roccaforte elettorale.

Nel congedarsi dai consiglieri provinciali, Napoli ha tratteggiato un futuro di grandi cambiamenti, esortando i nuovi eletti a una visione più audace. “Vi troverete a lavorare in un quadro mutato a livello regionale. C’è bisogno di una spinta propulsiva ampia, di una capacità progettuale e di intervento innovativa. Entriamo in una nuova fase dove necessitano dedizione e capacità amministrativa, direi addirittura creativa”, ha sottolineato il sindaco uscente, quasi a voler passare il testimone di una stagione politica che si avvia alla conclusione. Salerno si avvia dunque a un inverno di transizione sotto la guida di un commissario, in attesa di una primavera che promette di riportare al centro della scena i protagonisti storici del territorio in una sfida elettorale che si annuncia già come un nuovo punto di svolta per l’intera regione.

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