Le obiezioni in studio e la replica in diretta
Durante il confronto, Pino Rinaldi ha espresso dubbi sulla ricostruzione proposta dalla difesa, sottolineando la differenza tra tipologie di captazione: “Forse non sa che la cimice che ha in macchina non è intercettazione telefonica, ma è di un’altra natura”. La frase ha determinato l’immediata reazione dell’avvocato Cataliotti.
In diretta, Cataliotti ha risposto: “Ma sta scherzando? Ma credo che le stia scherzando”. Il legale ha poi aggiunto: “Lo stesso metodo venne utilizzato nell’indagine precedente e non poteva non esserne consapevole. Ma siamo un attimo seri perché altrimenti ci raccontiamo delle favole”.

“Che in quell’ambiente è intercettato”: la posizione ribadita dal legale
Nel prosieguo del dibattito, Cataliotti ha insistito ancora sul punto della consapevolezza del suo assistito, affermando: “Che in quell’ambiente è intercettato”. Ha poi dichiarato: “Che non avesse saputo, diciamo intuito, siamo generosi, di subire captazioni ambientali è una eresia che è smentita peraltro”.
Il significato dell’audio: riferimento a testimonianze e interrogatori
In chiusura, l’avvocato ha ricondotto la registrazione contestata a un contesto specifico, sostenendo che non si tratterebbe di un racconto spontaneo, ma della riproduzione di contenuti già affrontati. In particolare, Cataliotti ha detto: “Quelle che ha letto prima si riferiscono a una captazione del 12 maggio, nell’ambito della quale lui sta commentando un esame testimoniale di Alberto Stasi”. Quindi ha precisato: “Anzi, non lo sta commentando, ma lo sta riproducendo testualmente, per come lo ricorda, con domande e risposte, inframmezzate da suoi minimi commenti”.
Il confronto televisivo, inserito nel quadro degli ultimi sviluppi dell’inchiesta, conferma l’attenzione costante sul caso Garlasco e sulle valutazioni degli inquirenti in merito alle nuove acquisizioni investigative.