Il tentativo di difesa: “La malizia sta negli occhi di chi guarda”
Travolto dalle critiche, Silvestri ha provato a ridimensionare il significato delle sue parole. La sua replica è stata: “La malizia sta negli occhi di chi guarda”. Una giustificazione che però non ha spento le polemiche, anzi le ha amplificate.
Anche Giuseppe Conte ha preso le difese del suo capogruppo, sostenendo che non ci fosse alcuna offesa personale e che il riferimento fosse esclusivamente politico, legato alla presunta subalternità internazionale del governo.
Una linea difensiva che però non ha convinto la maggioranza.
Fratelli d’Italia all’attacco: “Uno dei punti più bassi del Parlamento”
Durissima la reazione di Federico Mollicone, che ha accusato Silvestri di aver superato ogni limite. Secondo Mollicone, le successive scuse sarebbero state “imbarazzate e imbarazzanti” e non avrebbero corretto il significato originario della frase.
Il deputato ha parlato apertamente di “farneticazioni a sfondo sessista”, definendole uno dei punti più bassi mai raggiunti nel dibattito parlamentare. Ha poi espresso piena solidarietà a Giorgia Meloni, sottolineando che colpire la figura della prima donna Presidente del Consiglio rappresenterebbe un attacco alla dignità delle donne e delle istituzioni.
Mascherine, Covid e guerra politica: lo scontro si allarga
La vicenda ha finito per riportare al centro anche un altro tema politicamente esplosivo: la gestione delle mascherine durante la pandemia. Mollicone ha infatti rilanciato chiedendo conto a Conte di come siano stati spesi i soldi pubblici per le forniture sanitarie nei mesi più duri dell’emergenza.
Uno scontro che dimostra come, a distanza di anni, il periodo Covid continui a essere terreno di battaglia politica. E questa volta, tra accuse personali, riferimenti giudiziari e polemiche sulle parole usate in Aula, il livello dello scontro sembra essere salito ancora di più.