Accise e legge di bilancio: il quadro normativo di riferimento
Il riassetto dei prezzi delle sigarette è collegato al meccanismo delle accise sui tabacchi lavorati previsto dalla recente legge di bilancio. Il prezzo finale di un pacchetto comprende quota industriale, margine di distribuzione e componente fiscale, costituita da accise e IVA.
Un adeguamento anche contenuto delle accise si riflette direttamente sul prezzo al dettaglio. La struttura dell’imposta, composta da una parte fissa e da una proporzionale, può produrre effetti differenti tra le varie fasce di prezzo e tra le diverse marche.






Impatto sui fumatori e sulle abitudini di consumo
L’entrata in vigore del nuovo listino sigarette potrà incidere in modo diverso sulle scelte dei consumatori. I fumatori abituali potrebbero percepire maggiormente l’aumento del costo mensile, valutando alternative come marchi meno costosi o una riduzione dei consumi.
Nel frattempo, le tabaccherie hanno già provveduto all’aggiornamento dei listini esposti e dei sistemi di vendita, come confermato dalla Fit, che ha ricevuto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tutte le indicazioni operative necessarie.
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Una prima fase di aumenti nel 2026
L’aumento entrato in vigore il 16 gennaio rappresenta una prima tranche di adeguamenti. Le informazioni disponibili indicano che nel corso del 2026 potrebbero seguire ulteriori interventi su altre marche e tipologie di tabacchi lavorati.
Il nuovo listino costituisce quindi il riferimento ufficiale per il mercato, definendo i prezzi al dettaglio attualmente in vigore e segnando l’avvio di una nuova fase di riallineamento fiscale per il comparto.