Sigarette elettroniche, e-cig e aumenti dal 2027
Un’altra voce interessata dal calendario fiscale è quella delle sigarette elettroniche e, più precisamente, dei prodotti liquidi da inalazione senza combustione e degli aromi.
Per i liquidi contenenti nicotina, l’imposta passa dal 18% previsto per il 2026 al 20% nel 2027. Per i prodotti liquidi senza nicotina e per gli aromi, invece, si passa dal 13% al 15%. Dal 2028 sono previsti ulteriori incrementi, rispettivamente al 22% e al 17%.
Questo non significa, però, che un flacone oggi venduto a 10 euro aumenterà automaticamente di una determinata somma. L’imposta è infatti applicata secondo un meccanismo specifico legato all’equivalente quantitativo di sigarette e il prezzo finale dipenderà anche dalle decisioni commerciali degli operatori.
La relazione tecnica quantifica inoltre gli effetti sul gettito derivanti dalla modifica: per i prodotti liquidi da inalazione e gli aromi stima un maggior gettito di circa 30,5 milioni di euro nel 2027, rispetto ai 10,2 milioni del 2026 e ai 50,8 milioni previsti dal 2028.
Per le sigarette tradizionali, invece, la stima resta quella più immediata: circa 25 centesimi in più a pacchetto nel 2027, in media. La stessa relazione tecnica indica un incremento medio di circa 15 centesimi nel 2026 e di circa 40 centesimi dal 2028, delineando così un percorso progressivo di aumento.
Per chi fuma un pacchetto al giorno, un incremento medio di 25 centesimi equivale, su base puramente matematica, a circa 1,75 euro in più a settimana e 91,25 euro in un anno, se il consumo resta invariato per tutti i 365 giorni. Il costo effettivo dipenderà però dal prezzo del singolo prodotto e dagli eventuali ulteriori aggiornamenti dei listini.
