Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Silvia Salis stringe la mano a Meloni ma tutti notano un dettaglio imbarazzante (VIDEO)

Silvia Salis, il gesto con Meloni divide i social

Silvia Salis e Giorgia Meloni si sono strette la mano prima dell’inizio della cerimonia, in un momento formalmente cordiale davanti alle telecamere. Subito dopo, però, l’espressione del volto della sindaca, con il sopracciglio alzato a esprimere disappunto, è stata rilanciata sui social e interpretata in modi opposti: da una parte chi vi ha letto un gesto spontaneo, quasi istintivo e coerente con il carattere diretto attribuito alla prima cittadina; dall’altra chi lo ha considerato una reazione sopra le righe e poco adatta a una figura istituzionale. La scena è stata ripresa e commentata anche dalla stampa, proprio perché arrivata nel pieno di una giornata già segnata dal caso del palco.

Il contesto rende quella smorfia impossibile da ignorare. Silvia Salis è infatti da mesi al centro di discussioni che vanno ben oltre i confini della Liguria. Il suo nome è stato accostato alla ricerca di una possibile leadership del centrosinistra e del cosiddetto campo largo, anche se la sindaca ha più volte ribadito la centralità del mandato ricevuto a Genova. Ad agosto Matteo Renzi aveva definito Salis “il nome più forte per guidare questa scommessa”, aggiungendo però che avrebbe dovuto essere lasciata lavorare senza essere “strattonata”.

Silvia Salis e il campo largo: perché il nome torna al centro

Il caso del Salone Nautico arriva dunque in un momento nel quale il nome della sindaca genovese circola già nel dibattito politico nazionale. Non significa che esista una candidatura definita, né che Salis abbia annunciato una discesa in campo nazionale. Significa però che ogni sua apparizione accanto a esponenti di primo piano della politica italiana viene inevitabilmente letta anche attraverso quella lente.

A Otto e Mezzo, il giornalista Massimo Giannini ha affrontato proprio questo tema dopo l’episodio di Genova, descrivendo Salis come una possibile risorsa del centrosinistra e osservando che è ancora presto per trasformare il suo nome in una candidatura alla premiership, anche perché è stata eletta sindaca da poco. Giannini ha ricordato anche una precedente intervista nella quale Salis avrebbe detto “se mi chiamassero sarei pronta”, osservando che quella frase era apparsa come un’auto-candidatura prima di essere successivamente ridimensionata.

Il dato politico più concreto, al momento, resta quello delle dichiarazioni di Renzi, che ad agosto aveva indicato Salis come possibile nome per le primarie del campo largo. La sua posizione, però, non equivale a una candidatura formalizzata e non coincide necessariamente con le intenzioni della sindaca.

E proprio qui il piccolo incidente protocollare di Genova assume una dimensione più ampia. Da una parte c’è una sindaca che rivendica il proprio ruolo istituzionale e chiede di non personalizzare gli incarichi; dall’altra c’è una scena pubblica nella quale Meloni e Salis, quasi inevitabilmente, finiscono per essere osservate anche come due figure collocate su fronti politici differenti. Nel mezzo, un palco, una sedia rimasta vuota e una polemica che ha finito per dare alla sindaca esattamente quella visibilità nazionale che, secondo le sue stesse parole, nessuno avrebbe potuto pensare di sottrarle.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure