La particolarità del sistema britannico: entrano in gioco anche gli sponsor
L’aspetto che rende il sistema fiscale inglese particolarmente oneroso riguarda però la tassazione dei contratti di sponsorizzazione.
Le autorità fiscali britanniche ritengono infatti imponibile una quota dei ricavi pubblicitari globali dell’atleta, calcolata in proporzione ai giorni trascorsi nel Regno Unito per allenamenti e gare. Non vengono quindi considerati soltanto i giorni delle partite, ma anche quelli dedicati alla preparazione sul territorio britannico.
Nel caso di Sinner, arrivato a Londra diverse settimane prima dell’inizio del torneo e rimasto fino alla finale, la permanenza rappresenta una quota significativa dell’attività sportiva annuale.
Quanto potrebbe incidere il conto del fisco
Le stime sugli introiti pubblicitari di Sinner parlano di contratti complessivi per diverse decine di milioni di euro ogni anno, grazie agli accordi con marchi internazionali come Nike, Rolex, Gucci, Head, Lavazza, Fastweb e altri partner commerciali.
Applicando le regole fiscali britanniche, una parte di questi ricavi può diventare imponibile nel Regno Unito ed essere tassata anch’essa con l’aliquota massima del 45%.
L’importo effettivo dipenderà dalla dichiarazione fiscale, dai giorni effettivamente trascorsi nel Paese e dalle deduzioni consentite, comprese le spese sostenute per il team tecnico, gli spostamenti, l’alloggio e l’organizzazione della trasferta.
Quanto resta davvero al campione
Non è possibile stabilire oggi con precisione quanto Sinner incasserà definitivamente, perché il calcolo dipenderà dalla sua situazione fiscale complessiva e dalla documentazione presentata al fisco britannico.
Le stime circolate nelle ultime ore ipotizzano che, sommando la tassazione sul premio e quella sulla quota imponibile delle sponsorizzazioni, il campione italiano possa trattenere molto meno della metà del montepremi lordo, con un netto finale che potrebbe aggirarsi intorno a 1,5-2 milioni di euro. Si tratta tuttavia di valutazioni teoriche, basate su ipotesi relative ai ricavi pubblicitari e alle deduzioni fiscali effettivamente riconosciute.
Resta comunque il dato principale: il successo a Wimbledon consegna a Jannik Sinner uno dei trofei più prestigiosi del tennis mondiale, ma conferma anche come il sistema fiscale britannico sia tra i più rigorosi per gli atleti che competono nel Regno Unito.