La scelta di Sinner: nessuna protesta e doppio fallo dopo lo stop
Secondo quanto emerso in campo, Sinner ha scelto di non alimentare la discussione con l’arbitro. Pur essendo un episodio che avrebbe potuto generare contestazioni, l’azzurro ha mantenuto un atteggiamento composto e ha proseguito senza proteste, evitando di trasformare la situazione in un confronto prolungato con la direzione di gara.
La circostanza è stata resa ancora più evidente dal fatto che, dopo l’interruzione, Sinner non ha chiesto di ripetere la prima palla, pur avendone teoricamente titolo. Ha continuato con la battuta successiva, e l’episodio ha finito per condizionare il gesto tecnico, portandolo a commettere un doppio fallo. Nonostante ciò, è riuscito a restare dentro il game e a portarlo a casa, mantenendo contatto nel punteggio e impedendo un’immediata fuga dell’avversario.
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Semifinale degli Australian Open: dettagli decisivi e finale sullo sfondo
Nel contesto di una semifinale di Australian Open, la gestione emotiva di momenti simili è considerata un aspetto centrale della prestazione. A questi livelli la partita non si gioca soltanto sulla potenza o sulla precisione dei colpi, ma anche sulla capacità di rimanere focalizzati quando l’andamento viene disturbato da fattori esterni, come interruzioni o variazioni inattese del ritmo.
Il punteggio dei primi due set, entrambi chiusi sul 6-3 ma a parti invertite, racconta una sfida in cui i turni di servizio e la gestione dei punti cruciali hanno fatto la differenza. Nel set vinto da Djokovic, in particolare, la capacità di difendere il break e di annullare palle break è stata determinante per consolidare il vantaggio senza concedere spiragli.
Con l’incontro riportato in equilibrio, l’attenzione resta concentrata su come Sinner riuscirà a ricostruire la propria strategia e su quali soluzioni adotterà per limitare la solidità del serbo, mentre la finale di Melbourne, con Carlos Alcaraz indicato come atteso dall’altra parte del tabellone, resta sullo sfondo.