Le mani che tremano e il tempo che si dilata
Quando il siparietto si chiude, il ragazzo torna a sedersi a bordo campo. Le mani gli tremano ancora, segno di un’emozione difficile da contenere. Per lui quei due minuti sono stati eterni, sospesi in una dimensione diversa, lontana dal tempo reale. È come se, per un attimo, fosse entrato nel mondo dei grandi, condividendo il campo con i migliori giocatori del pianeta. Non capita tutti i giorni di fare punto contro uno dei numeri uno del tennis mondiale, davanti a migliaia di spettatori.

Il ritorno alla partita vera
Sinner rientra in campo, recupera la racchetta e con un sorriso sembra dire tutto: «Bravo, adesso si torna seri». La partita riprende il suo corso, gli scambi tornano duri, il livello si alza di nuovo fino al tie-break che allunga la sfida. È solo un gioco, per ora. Un’esibizione, un divertimento condiviso. Ma quel ragazzino ha già vinto la sua partita personale: un ricordo indelebile, una storia da raccontare, forse una spinta in più per inseguire un sogno. Perché il tennis, ogni tanto, sa fermarsi e regalare magia.