Opposizioni: cresce il Partito Democratico, M5S stabile
Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico registra un andamento positivo. La rilevazione attribuisce al Pd un +0,2% nell’ultima settimana e un +0,5% rispetto al mese precedente, portandolo al 22,1%. Il dato rafforza la posizione del partito come principale forza di opposizione.
Il Movimento 5 Stelle mostra un incremento settimanale dello 0,2% e raggiunge il 12,1%, mantenendo però invariato il valore su base mensile. Per Alleanza Verdi e Sinistra il sondaggio indica invece una lieve flessione, con una quota pari al 6,0%, in calo sia nel confronto settimanale sia in quello mensile.
Partiti minori: i valori di Azione, Italia Viva e +Europa
Tra le forze con percentuali più contenute, Azione si colloca al 3,0%, Italia Viva al 2,0% e +Europa all’1,5%. Per tutte viene segnalata una diminuzione limitata, con oscillazioni negative di entità contenuta.
Gradimento dei leader e fiducia nel governo: i principali indicatori
Nel capitolo relativo al gradimento dei leader, Giorgia Meloni si conferma al primo posto con il 46,8%, un valore sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente. Seguono Antonio Tajani con il 39,5% e Giuseppe Conte al 31,3%, in crescita di mezzo punto. Elly Schlein viene rilevata al 29,1%, in leggero aumento.
Più distanziati gli altri leader: Matteo Salvini è indicato al 26,8%, Carlo Calenda al 21,2%, Angelo Bonelli al 16,1%, Nicola Fratoianni al 15,8%, Riccardo Magi al 13,9% e Matteo Renzi al 13,7%.
Fiducia nel governo: aumenta la quota di chi non si fida
Per quanto riguarda la fiducia nel governo, il sondaggio indica che il 43,3% degli intervistati dichiara fiducia nell’esecutivo, in lieve diminuzione. Sale invece al 49,0% la quota di chi afferma di non fidarsi, mentre gli indecisi rappresentano il 7,7%.
Nel complesso, la rilevazione restituisce un quadro di sostanziale stabilità, ma con spostamenti percentuali considerati politicamente significativi, in particolare nel centrodestra, dove l’ingresso di Futuro Nazionale e le variazioni tra alleati potrebbero influire sui futuri equilibri.