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Sondaggi, i numeri dopo le elezioni spiazzano tutti: “Brusco calo per loro”

Forza Italia e centrodestra in recupero complessivo

A guadagnare terreno, invece, è proprio Forza Italia, che sale al 9%, in aumento di 0,5 punti percentuali. Dopo un periodo di incertezza, il partito fondato da Silvio Berlusconi (oggi guidato da Antonio Tajani) sembra vivere una fase di rilancio. I risultati positivi sono legati anche alla strategia di posizionamento più moderato, che piace a una parte di elettorato di centro preoccupato dai toni eccessivi della Lega.

Complessivamente, il centrodestra, con l’ingresso dell’Udc, raggiunge il 50,5%, in aumento dell’1,5% rispetto alla scorsa rilevazione. Un dato che, pur confermando la forza della coalizione, nasconde tensioni interne e differenze strategiche tra i partiti alleati.

Sinistra e terzo polo: numeri altalenanti

Sul fronte opposto, Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 5,5%, in calo dello 0,5%. Un risultato che conferma la difficoltà della coalizione nel mantenere il consenso ottenuto durante la campagna elettorale.

Nel cosiddetto “terzo polo”, Azione sale al 3,5%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi si porta al 3%, entrambe in aumento di mezzo punto. I due partiti, pur separati, mostrano segnali di vivacità, ma restano lontani dalle percentuali necessarie per pesare davvero sul quadro nazionale.

Infine, +Europa si mantiene stabile all’1%, mentre Noi Moderati e Udc si attestano entrambi all’1,5%, confermando un ruolo marginale ma stabile nel panorama politico.

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Il dato che preoccupa davvero: l’astensione

Se i partiti si muovono di pochi decimali, c’è un numero che spaventa e fa riflettere: quello degli astenuti e degli indecisi, che raggiunge il 58%, in crescita dell’1% rispetto al sondaggio precedente. Un dato altissimo, che fotografa un Paese sempre più disilluso e distante dalla politica.

Gli analisti di Noto parlano di un “astensionismo strutturale”, una tendenza ormai consolidata che rischia di rendere i sondaggi sempre meno rappresentativi del reale umore del Paese. In altre parole, mentre i partiti si contendono pochi punti percentuali, la maggioranza silenziosa degli italiani resta a guardare.

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