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Sondaggi politici, batosta per il centrodestra: “C’è un partito che fa paura”

Centrodestra in calo: le percentuali dei partiti

Fratelli d’Italia viene indicato al 27,7%, in lieve flessione rispetto all’inizio di marzo. Il dato evidenzia un andamento stabile, senza un nuovo slancio verso i livelli più alti registrati in passato, quando il partito aveva raggiunto e superato quota 30%.

La Lega è stimata al 7,4%, con variazioni contenute. La percentuale resta distante dai risultati delle politiche del 2022, già giudicati al tempo inferiori alle attese.

Il calo più marcato riguarda Forza Italia, che scende all’8,4%. Dopo una fase di crescita, il partito registra un arretramento; tra gli elementi citati nel dibattito politico rientrano questioni di discussione interna, il referendum sulla giustizia e tensioni collegate alla leadership.

Noi Moderati è indicato all’1%. Sommando i valori, la coalizione di centrodestra si attesta complessivamente al 44,5%.

Centrosinistra in crescita: avanzano PD e M5S

Sul fronte opposto, la rilevazione segnala un incremento per il Partito Democratico e per il Movimento 5 Stelle. Cresce anche Italia Viva, con un effetto complessivo che rafforza, sul piano numerico, l’ipotesi di una coalizione alternativa.

Tuttavia, è necessario sottolinearlo, una vera coalizione di opposizone non si è ancora concretizzata. Il cosiddetto “campo largo” resta, per ora, più un progetto evocato dai leader e sperimentato in alcune realtà locali che una struttura definita a livello nazionale: mancano infatti sia una piattaforma programmatica condivisa sia una figura di riferimento unitaria. Nonostante ciò, i dati dei sondaggi risultano al momento incoraggianti.

Il Partito Democratico si attesta al 22%, registrando un incremento dello 0,9% rispetto ai primi di marzo. Un periodo favorevole per la formazione guidata da Elly Schlein, che tuttavia si avvicina a una fase interna delicata, segnata dal confronto sulle primarie.

Segnali positivi anche per il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 13,4% con un aumento dello 0,5%. Rimane invece invariata Alleanza Verdi-Sinistra, ferma al 6,1%. Nell’orbita del possibile campo largo rientrano, almeno sulla carta, anche Italia Viva di Matteo Renzi, che sale al 2,5% (+0,3%), e +Europa, che scende all’1,5%, perdendo sei decimi. Nel complesso, queste forze arrivano a raccogliere il 45,5% delle preferenze, superando di un punto il centrodestra.

Esistono poi due realtà politiche che, pur distanti tra loro, condividono una posizione esterna rispetto alle coalizioni attuali. Azione, guidata da Carlo Calenda, si colloca al 2,6%, in calo di quattro decimi. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, invece, cresce fino al 4,1%, con un aumento contenuto di due decimi nell’ultimo mese e mezzo, ma sufficiente a superare la soglia del 4%. Resta aperta l’incognita non solo su un eventuale avvicinamento al centrodestra, ma anche sulla capacità del partito di mantenere questo livello di consenso nel tempo.

Scenario politico: un equilibrio ancora in evoluzione

Nonostante non vi siano elezioni imminenti, il trend indicato dai sondaggi politici viene considerato un segnale rilevante per gli equilibri tra schieramenti.

Per il centrodestra il quadro apre una fase in cui tornano centrali compattezza e capacità di recuperare consenso. Per il centrosinistra, i numeri descrivono un momento favorevole, almeno nell’immediato.

La situazione resta aperta e destinata a cambiare nei prossimi mesi, anche in relazione alle dinamiche interne ai partiti e ai fattori esterni che continuano a incidere sull’orientamento degli elettori.

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