Il campo largo sfiora il 44,3%
Sul fronte opposto, il Partito Democratico si attesta al 21,7%, con una lieve flessione dello 0,3%. Il partito guidato da Elly Schlein resta la principale forza dell’opposizione, ma senza slanci significativi nell’ultimo mese.
Il Movimento 5 Stelle è al 12,2%, in calo di due decimi. Perdono un decimo anche Alleanza Verdi-Sinistra (6,3%), Italia Viva di Matteo Renzi (2,4%) e +Europa (1,7%).
Nel complesso, il cosiddetto “campo largo” arriva al 44,3%. Una distanza inferiore al punto percentuale rispetto al centrodestra che alimenta l’idea di un vero e proprio testa a testa.

Azione cresce, Vannacci si consolida
In questo scenario di equilibrio si inserisce la crescita di Azione, al 3,4%, in aumento dello 0,4%. Il partito guidato da Carlo Calenda continua a rivendicare una posizione autonoma, senza schierarsi formalmente con nessuna delle due coalizioni.
Parallelamente, Futuro Nazionale si attesta al 3,2%, confermando le rilevazioni delle settimane precedenti. Un risultato significativo per una forza politica nata da appena un mese, che sembra aver intercettato una parte dell’elettorato deluso o in cerca di nuove proposte.
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Referendum e legge elettorale: la partita si allarga
Con uno scarto così ridotto tra maggioranza e opposizioni, ogni appuntamento può diventare uno spartiacque. Il referendum del 22 e 23 marzo si inserisce in questo clima di incertezza, così come il rinnovato dibattito sulla legge elettorale.
Per il centrodestra, l’obiettivo è individuare una formula che possa consolidare il vantaggio e trasformare una lieve superiorità nei consensi in una maggioranza parlamentare solida. Per le opposizioni, invece, la sfida è capitalizzare l’attuale equilibrio e trasformarlo in un’alternativa concreta di governo.