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Sondaggi politici, crisi mai vista: è tracollo micidiale per questo partito

Esistono momenti in cui il termometro della fiducia collettiva subisce sbalzi improvvisi, scuotendo certezze che sembravano scritte nella roccia. Tra le pieghe di una settimana segnata da scossoni internazionali e nuovi equilibri geopolitici, emerge un quadro che ridefinisce i rapporti di forza nel nostro Paese. Non si tratta solo di numeri, ma di segnali profondi che arrivano dai salotti e dalle piazze, rivelando un mutamento del sentire comune che mette in discussione leadership consolidate. Mentre i protagonisti della scena pubblica cercano di decifrare le correnti, l’opinione pubblica sembra aver imboccato una strada inaspettata, dettata da timori energetici e nuove, sorprendenti, antipatie politiche che ridisegnano i confini del consenso.

Il crollo di FdI e la fiducia nella Premier

FdI scende di sei decimi e si porta al 28,6%, il dato più basso delle ultime settimane. Il PD resta fermo al 22,0%, per la quarta settimana consecutiva. Il M5S recupera due decimi e sale al 12,5%, confermando una lenta ma costante tendenza al rialzo.

Nel centrodestra, Forza Italia guadagna due decimi e torna all’8,1%, mentre la Lega recupera un decimale a 7,2%. AVS cede un decimale al 6,4%. Futuro Nazionale di Vannacci sale di tre decimi al 3,7%, mentre Azione scende di un decimale al 2,9%, scivolando sotto la soglia di sbarramento. Italia Viva resta al 2,4%, +Europa all’1,8%.

Il dato che balza agli occhi con maggiore forza è quello che molti osservatori definiscono come il “tracollo di FdI”. Per la prima volta dopo mesi di egemonia incontrastata, il partito di Giorgia Meloni segna una flessione significativa. Nonostante la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, il 37,9% degli italiani — la quota più alta — ritiene che in realtà non sia cambiato molto, dato che il vincitore Péter Magyar resta un conservatore di centrodestra. Sul fronte opposto, il 36,0% giudica la caduta di Orbán come una notizia molto positiva, mentre un più cauto 10,1% la considera positiva solo perché a vincere è stato un moderato e non la sinistra.

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