L’effetto Vannacci cambia gli equilibri a destra
Tra le novità politiche degli ultimi mesi c’è la crescita del movimento guidato dall’europarlamentare Roberto Vannacci. Il nuovo soggetto politico, Futuro Nazionale, viene accreditato del 3,2%, con un aumento dello 0,2% rispetto alla precedente rilevazione.
L’ingresso del movimento nello scenario politico sembra aver prodotto un effetto diretto sui partiti più a destra dello schieramento. Gli analisti parlano ormai apertamente di “effetto Vannacci”, cioè di una redistribuzione dei consensi soprattutto tra gli elettori di Fratelli d’Italia e della Lega.
A circa un mese dall’uscita dell’ex generale dal Carroccio, il fenomeno appare ancora in evoluzione ma già visibile nelle rilevazioni demoscopiche.

Centrosinistra senza slanci, ma cresce il Movimento 5 Stelle
Sul fronte opposto dello schieramento politico non si registrano grandi scosse, ma alcuni dati mostrano movimenti interessanti.
Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein perde lo 0,5% e scende al 21,6%. La flessione viene però compensata dalla crescita del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che sale al 12,4% con un aumento dello 0,6%.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra registra un piccolo recupero, arrivando al 6,7% con un incremento di tre decimi di punto.
Nel complesso, la dinamica dei sondaggi porta a una riduzione della distanza tra le due principali aree politiche del Paese.
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I partiti minori e il peso delle coalizioni
Tra le forze politiche più piccole i numeri restano piuttosto stabili.
Azione di Carlo Calenda si colloca al 3,3%, con una leggera flessione dello 0,1%.
Italia Viva di Matteo Renzi scende al 2,2%, perdendo due decimi.
+Europa resta stabile all’1,6%, mentre Noi Moderati sale leggermente all’1,1%.
Guardando alle coalizioni, il centrodestra scende al 45%, perdendo circa un punto e mezzo. Il centrosinistra, considerando le alleanze delle elezioni del 2022, si attesta invece al 29,9%.
Se però si ipotizzasse un’alleanza più ampia tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, il cosiddetto “campo largo” arriverebbe al 42,3%. Con l’eventuale ingresso di Italia Viva, la coalizione salirebbe fino al 44,5%, riducendo la distanza dal centrodestra a soli cinque decimi di punto.