Le forze minori e i movimenti fuori coalizione
Ci sono poi le forze “di mezzo”, che restano fuori dalle coalizioni principali: Azione è data al 2,6% e il Partito Liberaldemocratico allo 0,6%, entrambi in leggero calo.
Tra i dati che spiccano c’è Futuro Nazionale, che balza al 3,6% con una crescita dell’1,6%. Democrazia Sovrana e Popolare si attesta invece all’1,4%.

Affluenza in crescita: un segnale da monitorare
Non è solo una questione di percentuali tra partiti: un altro indicatore importante riguarda la partecipazione. La possibile affluenza è in netta risalita, con un +4% che la porta al 62%.
È il segno di un elettorato che, pur in un contesto frammentato, sembra tornare a seguire la contesa con maggiore interesse. E quando l’affluenza cresce, spesso cambiano anche gli equilibri in campo.
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Fiducia nel governo Meloni in calo
Per Palazzo Chigi, però, non tutte le indicazioni sono rassicuranti. Il monitoraggio socio-politico segnala una flessione della fiducia verso l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: oggi solo il 38% degli italiani esprime un giudizio positivo, un punto in meno rispetto alla rilevazione precedente.
Ancora più netto il blocco del dissenso: il 62% degli intervistati dà un giudizio negativo sull’operato del governo. Nel dettaglio, l’11% dice di avere “molta” fiducia e il 27% “abbastanza”; dall’altra parte, il 20% dichiara “poca” fiducia e un pesante 42% afferma di non averne “nulla”.