
Il quadro dei sondaggi registra una fase di riassestamento che riguarda soprattutto l’area di governo: le distanze tra centrodestra e opposizioni si riducono e la competizione appare più aperta. Le ultime rilevazioni di Termometro Politico indicano Fratelli d’Italia ancora in testa, ma il dato del partito principale non è sufficiente a compensare la flessione degli alleati e a stabilizzare la coalizione.
Nel dettaglio, Fratelli d’Italia risulta al 29,6%. Tuttavia, la somma complessiva dei partiti dell’attuale maggioranza arretra: il centrodestra scende al 45,8%, con una perdita di circa mezzo punto nell’arco di una settimana. Il calo viene associato, nelle letture degli osservatori, alle difficoltà delle forze minori e a un contesto internazionale che incide sulla percezione dell’azione di governo.

Le opposizioni riducono lo scarto con la maggioranza
Parallelamente, sul fronte opposto, l’insieme delle principali forze di opposizione mostra segnali di consolidamento. La somma di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa si attesta al 44,7%, riducendo lo scarto con la maggioranza a poco più di un punto. In prospettiva, questa dinamica rende più rilevante ogni oscillazione percentuale, anche minima, tra una rilevazione e l’altra.
In un contesto così ravvicinato, assumono peso anche le formazioni collocate fuori dai due blocchi o in posizione non pienamente allineata. La presenza di partiti di dimensioni più contenute, ma in grado di intercettare segmenti specifici dell’elettorato, può incidere sulla composizione delle coalizioni e sulla capacità di costruire maggioranze in Parlamento.
Le difficoltà degli alleati: Lega in discesa e Forza Italia in flessione
Tra i dati più significativi emerge l’andamento della Lega, che nelle rilevazioni considerate si posiziona al 7,2%. Il valore conferma una fase complessa per il partito guidato da Matteo Salvini, con un consenso che, almeno nell’immediato, non mostra segnali di recupero. La lettura più ricorrente è che una parte dei voti possa migrare verso nuove proposte politiche percepite come alternative nell’area di riferimento.
In questo scenario, viene segnalata la crescita del movimento Futuro Nazionale associato a Roberto Vannacci, che salirebbe al 3,6%. Il dato, pur collocandosi su percentuali più contenute, assume rilievo perché rappresenta circa la metà del consenso attribuito alla Lega in questa specifica rilevazione, aumentando la pressione competitiva all’interno dello stesso campo elettorale.
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